Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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MARTEDÌ 7 Aprile 2009
Vangelo secondo Giovanni(13,21-33.36-38)
   



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Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: "In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà". I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: "Dì, chi è colui a cui si riferisce?". Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: "Signore, chi è?". Rispose allora Gesù: "E' colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò". E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: "Quello che devi fare fallo al più presto". Nessuno dei commensali capì perché gli aveva detto questo; alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli avesse detto: "Compra quello che ci occorre per la festa", oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri.Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte. Quand'egli fu uscito, Gesù disse: "Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire. Simon Pietro gli dice: "Signore, dove vai?". Gli rispose Gesù: "Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi". Pietro disse: "Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!". Rispose Gesù: "Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte".



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Era notte.
È la notte di Giuda, ma la notte anche dei discepoli e del mondo. Come Giovanni aveva preannunciato, le tenebre non accolgono la luce, anzi sembrano vincere e spegnerla per sempre. E' l'ora nella quale le tenebre sembrano trionfare anche in quella stanza dove uno si crede tra amici. Gesù è a mensa con i suoi, si commuove profondamente...ma i suoi non capiscono, sono lontani. Parla di tradimento, ma i suoi non si preoccupano, non si scuotono. E' davvero notte!
Gesù è solo; neppure il generoso Pietro può, per ora, seguirlo. Anzi anch'egli sta per andarsene, per rinnegarlo.
Eppure in questa notte, in queste tenebre, il Figlio e il Padre saranno glorificati e nessun discepolo potrà mai fare a meno di attraversare l'oscurità di questa notte, di questo abbandono, di questa solitudine, per vedere la "gloria".
Giuda esce fuori, esce da quella stanza, esce fuori da quell'unico sguardo che può salvare dalla vera solitudine, riempire di senso al vita; esce, non si accorge di essere solo. Non sarà l'unico che rinnega, che sbaglia, che pecca...ma è l'unico che esce dallo sguardo di Gesù.
Pietro rimane, generoso quando è facile, timoroso e pavido quando il momento si fa critico. Ma rimane. Così gli altri, così Giovanni, tanto vicino al Maestro, tanto amato, eppure incapace di comprendere il dramma che si va realizzando.
Non c'è da illudersi, capiterà anche a noi come ai discepoli. Ciò che conta è, però, avere la forza ostinata di rimanere, di ricercare quell'incontro, quello sguardo, che ci ha visto sulle rive del lago, nell'ora luminosa della chiamata.
Quello sguardo, come avviene per Pietro, è capace di ristabilire un'intimità che si credeva perduta, che le nostre tenebre ci facevano credere distrutta.



Per Riflettere

Ho attraversato momenti di tenebra?
Cosa ho vissuto?



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