Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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LUNEDÌ 6 Aprile 2009
Vangelo secondo Giovanni (12,1-11)
   



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Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. Equi gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: "Perché quest'olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?". Questo egli disse non perché gl'importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: "Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me". Intanto la gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Il testo di Giovanni colloca questo gesto profetico nella casa degli amici di Betania. Nel nostro brano Marta e Maria hanno un posto centrale. Marta "serve"; come Gesù che proprio il quarto Vangelo si proclama "colui che è venuto per servire", colui che lava i piedi, come il più umile degli schiavi.
Maria cosparge i piedi del Maestro con preziosissimo olio profumato e li asciuga con i suoi capelli, con ciò che ha di sé, della sua umanità.
Il gesto è così profondo che tutta la casa si riempie di profumo.
Ma non tutti possono godere di questa bellezza, quasi una "liturgia".
Giuda è duro, davanti a questa donne e, di fronte alla gratuità dell'amore, oppone la fredda logica dell'utile. Ma fa di più, nasconde la sua meschinità ipocrita, dietro la "nobile" causa del soccorso dei poveri.
È stato con Gesù, ma non ha conosciuto l'Amore che si dona, il Servo, l'uomo che sta per donare la vita di cui l'unguento è segno; non è entrato in comunione con Lui.

"I poveri li avrete sempre con voi". Sembra amara la constatazione di Gesù. Eppure è un invito per i discepoli a servire, a mettersi a fianco dei più poveri ... "facendo loro strada, senza farsi strada per mezzo di loro".
La gratuità del dono nell'amore è il messaggio di oggi, che questa pagina ci invita ad accogliere per essere nella casa degli amici, commensali del Signore.
Abbiamo tanto bisogno di sentire anche noi il profumo del nardo, cioè della vita che si offre nel servizio come quella del Maestro.



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