Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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DOMENICA 5 Aprile 2009
Domenica delle Palme
Vangelo secondo Marco (11,1-12)
   



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Quando si avvicinarono a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli e disse loro: "Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e subito entrando in esso troverete un asinello legato, sul quale nessuno è mai salito. Scioglietelo e conducetelo. E se qualcuno vi dirà: Perché fate questo?, rispondete: Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito". Andarono e trovarono un asinello legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo sciolsero. E alcuni dei presenti però dissero loro: "Che cosa fate, sciogliendo questo asinello?". Ed essi risposero come aveva detto loro il Signore. E li lasciarono fare. Essi condussero l'asinello da Gesù, e vi gettarono sopra i loro mantelli, ed egli vi montò sopra. E molti stendevano i propri mantelli sulla strada e altri delle fronde, che avevano tagliate dai campi. Quelli poi che andavano innanzi, e quelli che venivano dietro gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli! Ed entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici diretto a Betània. La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame.



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Quello che leggiamo oggi è un brano "gioioso", eppure lascia già intravedere, nel compimento delle profezie antico testamentarie, il Messia Servo, il Re escatologico. Betania è il luogo di partenza e di arrivo del nostro testo. Gesù non dimora a Gerusalemme, ma sulla collina di fronte, tra la gente del villaggio, forse tra gli amici di cui la cittadina è diventata simbolo. Cammina sulle strade, con la gente, col cieco che ha appena recuperato la salute (Mc 10,52) ed è pronto, dunque, a "vedere" il Signore che entra nella sua città, nel Tempio, su un umile asino, come la profezia preannunciava per il Re-Messia, Re di pace e di mitezza.
Mentre la gente esulta e lo acclama successore di David e del suo Regno, Gesù entra nella città santa e nel Tempio.
Eppure, ormai, "l'ora è tarda".
È troppo tardi. Chi aveva la consapevolezza di essere cieco si è messo a gridare, si è fatto piccolo, ha accettato di essere chiamato e toccato ... gli altri restano chiusi nelle loro certezze, credendo di vedere.
E il Messia si dirige fuori dalla città santa, verso Betania.

È l'ora anche per noi di seguire Gesù, come i Dodici, mentre "esce".
Inizia la passione di Gesù e anche quella dei discepoli, che non sanno più vedere, confusi e impauriti.
Per ora sono con lui. Forse con le loro attese messianiche: l'asino è prestato perché il Signore ne ha bisogno, la folla esulta e agitano rami e mantelli. Allora è davvero grande questo Maestro?
Comunque sono con lui e Gesù è con loro.
L'invito arriva qualche versetto dopo, quando il fico si secca poiché "l'ora è tarda". È l'invito ad avere fede in Dio (Mc 11,22)



Per Riflettere

Siamo anche noi con Gesù e se lo seguiamo dobbiamo "uscire" dalla nostra idea di Dio, di religione ... per avere fede, per crescere nella fede.

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