Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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SABATO 4 Aprile 2009
Vangelo secondo Luca (11,29-32)
   



Ascolta


Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto. Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: "Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione". Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno, disse loro: "Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera". Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Gesù pertanto non si faceva più vedere in pubblico tra i Giudei; egli si ritirò di là nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, dove si trattenne con i suoi discepoli.



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Giovanni ci conduce al culmine dello scontro. Ormai, la morte di Gesù è decisa. La "ragione" di Stato e del potere, vince sull'inerme profeta che compie segni e prodigi: "è meglio che muoia uno solo ... "
Sembra che la causa sia giusta, anzi si trovano giustificazioni per il sacrificio: "altrimenti verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione".
Dio è venuto, ma gli uomini sono legati a un luogo, a una tradizione, ad un potere ... e non possono accogliere il Vivente, il Veniente.
Eppure anche dietro gli intrighi della politica e le logiche del potere, Giovanni ci mostra il prevalere di Dio. L'uomo non lo sa, crede di essere lui a determinare la storia, a piegarla al suo volere. Invece è Dio che opera.
Gesù davvero muore per tutto il popolo. Non certo per dare potere ad alcuni, ma per salvare tutti, come l'Agnello di Dio che Giovanni il battista aveva riconosciuto ed indicato ai suoi discepoli. (Gv 1,29).
Dietro Gesù, possiamo vedere i volti di tanti uomini e donne, conosciuti o anonimi, che vengono "sacrificati" alla ragione del più forte, del potere, degli intrighi dei palazzi ...
Accompagnare Gesù nella sua passione, a cui la liturgia ci introduce con questo brano, dove già la sua morte è decisa, ci invita a leggere e meditare sulla passione che oggi continua nelle membra del Corpo di Cristo, in quei "piccoli" coi quali il Signore si fa solidale e si identifica.
Ci invita anche a cercare il Vivente, non nella staticità di un luogo o di una fredda e vuota tradizione, ma nella vita e nella storia dove Dio opera, nel volto dei fratelli, nelle sfide esigenti della giustizia, del rispetto per la dignità di ogni uomo e donna, nella novità di ogni scoperta, nel palpito e nel dolore del cuore.



Per Riflettere

Quello che celebriamo nella fede e nella liturgia non è un ritualismo vuoto, ma un incontro col Dio vivente nella vita del mondo, che incontra la nostra vita. Come mi preparo al cammino della Settimana santa?

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