Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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VENERDÌ 3 Aprile 2009
Vangelo secondo Giovanni (10,31-42)
   



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I Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù rispose loro: "Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?". Gli risposero i Giudei: "Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per la bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio". Rispose loro Gesù: "Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dei? Ora, se essa ha chiamato dei coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata), a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre". Cercavano allora di prenderlo di nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Ritornò quindi al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui si fermò. Molti andarono da lui e dicevano: "Giovanni non ha fatto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero". E in quel luogo molti credettero in lui.



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


È una dura reazione quella che Giovanni ci narra. In pochi versetti più volte si cerca di fare fuori, lapidandolo, Gesù, tanto che all'inizio ed alla fine del nostro testo, l'evangelista annota: "di nuovo", cioè ancora un'altra volta ...
Gesù fugge perché non è ancora giunta la sua ora (Gv 17,1). Egli trova opposizione, un'opposizione crescente; la luce è venuta nel mondo, ma il mondo non la riconobbe, venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto (Gv 1,10-11). I testi che la liturgia ci presenta ci preparano alla Pasqua, all'ORA decisiva della vita di Gesù, ma anche del discepolo perché renderà manifesto chi sono "i suoi".
Gesù opera e lo fa mostrando le opere di bene del Padre. Queste stesse azioni dovrebbero dargli testimonianza, ma il suo mistero rimane impenetrabile per coloro che non vogliono vedere / accogliere la luce. Per questi anche la Parola, che pure sono soliti leggere e spiegare come fa Gesù in questo passo, rimane oscura.

Non schieriamoci troppo facilmente dalla parte di chi non prende le pietre o non vuole allontanare da sé Gesù, il Signore scomodo ed esigente che continua a parlare alla sua chiesa.
I discepoli stessi si sono allontanati (Gv 16,31), sono fuggiti "nell'ora" di Gesù, hanno pensato che le sue Parole fossero dure.
Essere dei suoi significa addentrarci nel mistero, accogliere la luce che mette in risalto le nostre ombre. schierandoci in quell'ora nella quale sembra che le tenebre abbiano la vittoria. Significa, però, anche rimanere con lui sebbene non tutto sia chiaro, sebbene ci siano opposizioni e discussioni.
Mentre ci prepariamo a vivere la Settimana santa, il Vangelo ci mette in guardia e ci invita a "rimanere con lui e a rimanere nella sua Parola" (cfr. Gv 15,7)



Per Riflettere

"Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato".
Cosa significa "rimanere in Lui"?

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