Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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GIOVEDÌ 2 Aprile 2009
Vangelo secondo Giovanni (8,51-59)
   



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In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte". Gli dissero i Giudei: "Ora sappiamo che hai un demonio. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: "Chi osserva la mia parola non conoscerà mai la morte". Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?". Rispose Gesù: "Se io glorificassi me stesso, la mia gloria non sarebbe nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: "E' nostro Dio!", e non lo conoscete. Io invece lo conosco. E se dicessi che non lo conosco, sarei come voi, un mentitore; ma lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò". Gli dissero allora i Giudei: "Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?". Rispose loro Gesù: "In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono". Allora raccolsero pietre per scagliarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Continua, nel contesto della polemica, il confronto con Abramo, il grande punto di riferimento per la fede sia nell'Antico come nel Nuovo Testamento.
Abramo è stato certamente un vero credente ed è morto (sebbene anziano, come Sara sua moglie). Come può, dunque, Gesù dire che chi crede in lui non morirà? Come può dire che Abramo ha visto "la sua venuta?"
Gesù tenta si spingere oltre la realtà cronologica, per interpretare le Scritture, che guardavano tutte, già nella tradizione ebraica, verso un centro: la realizzazione delle promesse nel giorno di JHWH.
Allora Abramo è davvero il credente, colui che vede (anticipandolo nella fede) il compimento.
Oltre il volto di Isacco, il figlio promesso e sacrificato, il patriarca accoglie nella fede il seme della promessa, il giorno di Dio che si avvicina.
Gesù svela che questo compimento è ora davanti agli occhi dei suoi ascoltatori, perché lui è il Compimento.
Tuttavia, come Abramo, bisogna essere capaci di vedere non con gli occhi della carne, ma con quelli della fede. Allora e solo allora, scaturisce nel cuore la gioia, come il sorriso sul volto di Abramo

È scomodo ascoltare Gesù, come era scomodo ascoltare ogni profeta. C'è chi raccoglie pietre per scacciarlo, chi volta le spalle e scuote il capo andandosene ...
Ma c'è anche chi come Abramo ormai vecchio (quindi carico, potremmo dire, di sapienza umana, di realismo, di delusioni, ... ) crede.
Come non pensare al vecchio Simeone e alla vecchia profetessa Anna (Lc 2, 22-38) che in un bambino qualunque riconoscono il Signore che entra nella sua casa?
Chi crede vede nel mondo i segni della presenza di Dio e questi segni rallegrano il cuore, fanno palpitare il grembo, che ormai sembrava sterile, di nuova vita, vita che non muore. Il nostro mondo, spesso tristemente infecondo, ha bisogno di questo sguardo gioioso e sereno che nasce dalla fede, per riconoscere i segni di Dio che salva, la gloria del Signore di cui la terra è piena.



Per Riflettere

Proviamo a diventare sapienti, secondo la Scrittura, a riconoscere nel mondo la presenza di Dio. Dove è Dio? Dove lo incontro e lo riconosco?

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