Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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MERCOLEDÌ 1 Aprile 2009
Vangelo secondo Giovanni (8,31-42)
   



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Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: "Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi". Gli risposero: "Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?". Gesù rispose: "In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenza di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro!". Gli risposero: "Il nostro padre è Abramo". Rispose Gesù: "Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo! Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l'ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro". Gli risposero: "Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!".Disse loro Gesù: "Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.







Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Siamo in un contesto di polemica e di controversia tra Gesù e i Giudei, sviluppo di quella KRISIS che si crea di fronte a lui, fin dal prologo del Vangelo di Giovanni.
Al centro del nostro testo è la figura di Abramo, il padre, il capostipite del popolo. Ma egli è tale per la fede e dunque i suoi "veri" figli non sono quelli nati secondo la carne (Gal 4,23), ma coloro che credono. Abramo è, infatti, Padre nella fede e i veri "figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede" (Gal 3,7).
Per questo Gesù invita coloro che vogliono essere davvero suoi discepoli a credere e a rimanere fedeli alla sua Parola. Ed è solo questa Parola che conduce alla verità e alla libertà, che mette in relazione vitale l'uomo con Dio.
"La mia parola non trova posto in voi" (v. 37)
Quasi alla fine di questa quaresima, che si è aperta con l'invito a "credere al Vangelo", convertendoci, Gesù ci aiuta ad assumere davvero la nostra fede e l'accoglienza della sua Parola.
La pagina del Vangelo sembra dirci che non serve un'accoglienza esteriore, superficiale, né tanto meno "carnale".
Per noi cristiani, cioè non e sufficiente dirci tali, riconoscere la nostra appartenenza, mediante il Battesimo, alla comunità dei discepoli.
Si tratta di accogliere in profondità, nella vita, la Parola, di schierarci, di convertirci, di lasciarci trasformare...
Abramo rimane esempio anche per noi: lui che credette a Dio, fidandosi della sua Parola, oltre ogni umana ragione, mettendosi continuamente in gioco, dentro una relazione sincera e profonda.



Per Riflettere

Quale Parola del Vangelo trovo difficile da accogliere?Ho mai pensato di essere sufficientemente "a posto" come credente? Quali passi posso compiere per passare "dai precetti" alla relazione vitale con la Parola?

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