Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita - Questo mese è stato curato da: Laura e Paolo Puglisi, Giulia e Fausto Montana Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi











Martedì 30 agosto 2016
1Cor 2, 10b-16; Sal 144
Vangelo secondo Luca (4, 31-37)



Preghiera Iniziale


Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.
(dal Salmo 144)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c'era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l'un l'altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.





Medita


“Che parola è mai questa?”. La Parola di Gesù produce sorpresa, impressione, a volte persino sconcerto e panico. La scena del rigetto violento della Parola da parte dell'indemoniato ha qualcosa di drammatico e surreale, eppure assomiglia tanto alla quotidianità della nostra adesione ambigua e imperfetta al Vangelo, al nostro amore insicuro, alterno e riluttante sia verso Dio sia verso gli uomini. Se davvero abbiamo incontrato Gesù, sappiamo bene di non poterci più accontentare di professioni di fede superficiali e distaccate, anche un po' risentite (“Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!”). Se abbiamo ascoltato e compreso la sua Parola, sappiamo che, sì, Gesù è venuto a scomodarci, in un certo senso a “rovinare” la nostra vita (“Chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà”, Mt 16, 25): a scuoterci dall'inerzia dell'egoismo, a proiettarci oltre i limiti veri o fittizi delle nostre capacità, a non lasciarci scampo nella scelta, comunque e sempre, dell'amore.




Per Riflettere


Che vuoi da me, Gesù? Sei venuto a “rovinarmi”?

Ho paura di dire di sì, o Signore. Dove mi condurrai?
Ho paura di avventurarmi, di firmare in bianco,
ho paura del sì che reclama altri sì.
Eppure non sono in pace: mi insegui, o Signore,
sei in agguato da ogni parte.
Cerco il rumore perché temo di sentirti,
ma ti infiltri in un silenzio.
Signore, mi hai afferrato e non ho potuto resisterti.
Sono corso a lungo, ma tu mi inseguivi. Mi hai raggiunto.
Mi sono dibattuto, hai vinto.
I miei dubbi sono spazzati, i miei timori svaniscono.
Perché ti ho riconosciuto senza vederti,
ti ho sentito senza toccarti, ti ho compreso senza udirti.
(Michel Quoist)






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