Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita - Questo mese è stato curato da: Laura e Paolo Puglisi, Giulia e Fausto Montana Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi











Lunedì 29 agosto 2016
Ger 1, 17-19; Sal 70
Vangelo secondo Marco (6, 17-29)
Martirio di San Giovanni Battista



Preghiera Iniziale


Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno.
La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.
(dal Salmo 70)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l'aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell'esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.





Medita


Quanto ci assomiglia Erode, per la sua tentazione di credere, convertirsi, cedere alla nostalgia di Dio. Senza averne però il coraggio fino in fondo. Giovanni lo sprona a cambiare vita ed Erode nutre nei suoi confronti un rispetto sacro (lo “temeva”, “sapendolo uomo giusto e santo”); lo protegge (“vigilava su di lui”) e, benché incerto e riluttante, a suo modo ha iniziato un cammino interiore (“nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri”). Ma la viltà prevale e non impedisce l'esecuzione di Giovanni (“fattosi molto triste… non volle opporle un rifiuto”). Questi germogli di conversione possibile riemergeranno, quando Giovanni e la sua voce saranno sopiti da tempo e a Erode giungeranno notizie entusiastiche sul conto di Gesù: naturale che gli tornasse in mente Giovanni. Allora “non sapeva che cosa pensare” di Gesù “e cercava di vederlo”. Per il suo smarrimento, Erode ci assomiglia quando ci sentiamo presi alla sprovvista, scoperti nei nostri punti deboli e annoiati della nostra tiepidezza o nauseati del nostro egoismo inconcludente, chiuso e mediocre; e nasce in noi il ricordo e la nostalgia del bene. Ci torna allora il desiderio di Dio, nutrito delle parole e dei gesti dei testimoni che abbiamo incontrato sul nostro cammino e che forse abbiamo respinto, di tutti i nostri personali Giovanni.




Per Riflettere


Le nostre perplessità sul Vangelo hanno l'aria di un alibi…

A essere onesto,
càpita anche a me spesso, come a Erode,
di non sapere che cosa pensare di te e di me, Signore,
perché il nostro incontro tanto cercato e atteso
non è la folgorazione risolutiva
né la rivoluzione consumata in un istante,
ma, per quanto fra noi due riguarda me,
un cammino lento e circospetto,
fatto di passi incerti, avanti e indietro,
con un'ansia nel cuore di non farcela mai, persino
di non volere. Ma tu continua, Signore,
ad assillare il mio falso appagamento
e a venirmi incontro. Tu lo sai
che non desisterò, che sempre
cercherò di vederti.






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