Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita - Questo mese è stato curato da: Laura e Paolo Puglisi, Giulia e Fausto Montana Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi











Sabato 27 agosto 2016
1Cor 1, 26-31; Sal 32
Vangelo secondo Matteo (25, 14-30)
Santa Monica



Preghiera Iniziale


Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme, su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame.
(dal Salmo 32)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».





Medita


“Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”, chiedeva il padrone della vigna a quelli che aveva trovato ancora disoccupati in piazza alle cinque del pomeriggio (Vangelo del 17 agosto). Il protagonista della parabola di oggi fa un mestiere diverso e parte per un viaggio, ma ha la stessa mentalità fattiva e dinamica del vignaiolo. Prima di partire, “chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni”, “secondo le capacità di ciascuno”. Da buon imprenditore, non ama che i suoi beni restino inutili e inerti, pensa di continuo a come investirli. È così semplice, solo pensandoci, capire che l'aria, la terra, la natura, il carattere, i sentimenti, l'intelligenza, le braccia, le gambe, gli occhi, il palato—tutto, insomma, lo abbiamo ricevuto in prestito, non ci appartiene ma ci è dato in usufrutto. Non per merito, ma per l'amore e la giustizia comprensiva (misericordiosa) del proprietario, che si attende da ciascuno niente di più—e niente di meno—del frutto di cui è capace. Non ci sfugge che, diversamente da un imprenditore affarista interessato al proprio guadagno, Dio ha in mente un progetto che è un regno di amore. La frazione di “capitale” che ci ha affidato non è a fondo perduto non perché la chiederà indietro con gli interessi, ma perché desidera che la usiamo fino all'ultimo spicciolo a beneficio nostro e del prossimo.




Per Riflettere


Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra.

Ho avuto paura, Signore, perché
domandi troppo alla mia mediocrità,
vuoi trascinarmi mio malgrado e a mie spese
nei tuoi eccessi di sopravvalutazione
e strapparmi al quieto vivere.
Ho avuto paura, Signore, perché
sono certo di non farcela,
come sai anche tu che non sono all'altezza
e cento volte sbaglierò e fallirò.
Ho avuto paura, Signore. Ma grazie,
perché, nonostante me,
tu continui a credere che
ce la farò a diventare me stesso.






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