Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita - Questo mese è stato curato da: Laura e Paolo Puglisi, Giulia e Fausto Montana Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi











Giovedì 25 agosto 2016
1Cor 1, 1-9; Sal 144
Vangelo secondo Matteo (24, 42-51)



Preghiera Iniziale


Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza.
Una generazione narra all'altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare.
(dal Salmo 144)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo.
Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.
Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».





Medita


A partire da oggi e per tre giorni, la liturgia propone tre parabole di Gesù sul tema del Regno dei Cieli, secondo il racconto dell'evangelista Matteo. Queste parabole rappresentano la prosecuzione logica della critica all'ipocrisia farisaica, che le precede, concentrando l'attenzione, questa volta in positivo, sulla sincerità della fede e della coscienza come requisito della salvezza individuale. L'invito a vegliare “perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà”, come pure l'analogia fra la venuta del Signore e la visita notturna di un ladro, non sono certo da leggere come minacce o intimidazioni (Dio è amore, Gesù ce lo ha rivelato). Sono invece un modo efficace per dire che l'uomo sincero e fedele è sempre vigile e pronto, non si fa sorprendere impreparato. Quando al contrario vogliamo fare a meno di Dio o crediamo di poter vivere come se lui non ci fosse, il suo venirci incontro all'improvviso ci spiazza e ci inquieta, smaschera la nostra ipocrisia—e allora assaggiamo l'amarezza dell'assenza di Dio, quel luogo disperato dove è “pianto e stridore di denti”.




Per Riflettere


Liberami dall'ipocrisia.

O Signore,
che continuamente ci incitasti a star svegli,
a scrutare l'aurora, a tenere i piedi nei calzari
e non nelle pantofole,
fa' che non ci appisoliamo sulle nostre poltrone,
nei nostri anfratti, nelle culle
in cui ci dondola questo mondo di pezza,
ma siamo sempre attenti a percepire
il mormorio della tua voce, che continuamente passa
tra le fronde della vita a portare frescura e novità.
Fa' che la nostra sonnolenza non ci divenga giaciglio di morte
e—caso mai—dacci tu un calcio per star desti
e ripartire sempre.
(Madeleine Delbrel)






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