Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita - Questo mese è stato curato da: Laura e Paolo Puglisi, Giulia e Fausto Montana Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi











Mercoledì 24 agosto 2016
Ap 21, 9b-14; Sal 144
Vangelo secondo Giovanni (1, 45-51)
San Bartolomeo



Preghiera Iniziale


Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.
(dal Salmo 144)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l'albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo».





Medita


Natanaele è un Ebreo osservante, come tanti, che attende sinceramente il Messia, è un uomo “in cui non c'è falsità”. Per questo Filippo, dopo avere conosciuto Gesù, va a dargli la notizia: lo abbiamo trovato, è qui vicino, siamo noi la generazione fortunata che lo conoscerà. “Vieni e vedi”. Possiamo immaginare l'emozione, lo sconcerto e i dubbi di Natanaele, e di qualsiasi Ebreo del tempo, all'udire questa notizia. Come poteva la salvezza venire da un luogo oscuro e marginale, da una insignificante periferia? Come poteva il Figlio di Dio nascere da un'umile donna, in una grotta, povero e ignoto? Nel raccontare la reazione di Natanaele, tuttavia, Giovanni non ne mette in luce l'incredulità e l'esitazione: infatti l'Ebreo fa come Filippo gli ha detto e va a vedere Gesù, anzi l'evangelista ci dice direttamente che Gesù lo vide “che gli veniva incontro”, è andato subito da lui. Il racconto evangelico sottolinea piuttosto, in Natanaele, il sentimento intuitivo e curioso che Dio stia sparigliando e superando le attese degli uomini, o quantomeno che Dio possa riservarsi di farlo. Natanaele è un uomo davvero di fede, in ricerca e in attesa, disposto e pronto a riconoscere i segni di Dio; il suo non è un Dio scontato e prevedibile, fatto su misura per soddisfare gli schemi umani. È per questo che l'Ebreo ci sorprende due volte: prima non rassegnandosi alla sorpresa e all'incredulità; e poi con la sua pronta e definitiva professione di fede che Gesù è il Figlio di Dio. Gesù lo premia con una conferma espressa in forma di visione teologica: “Vedrete il cielo aperto”—Dio si è incarnato, la salvezza promessa ha avuto inizio.




Per Riflettere


Insegnami a riconoscere i tuoi segni e a stupirmi.

Se oggi, Signore,
passi dalle mie parti,
manda uno di questi angeli
a darmi la notizia,
a insistere che io venga a vedere,
a scuotermi dalla pigrizia,
dall'apatia e dalla disillusione.
Mi basterà ascoltare, lo so,
perché negli occhi e nel cuore
come una scintilla
mi si riaccenda il desiderio di te
e io corra a cercarti.






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