Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita - Questo mese è stato curato da: Laura e Paolo Puglisi, Giulia e Fausto Montana Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi











Mercoledì 17 agosto 2016
Ez 34, 1-11; Sal 22
Vangelo secondo Matteo (20, 1-16)



Preghiera Iniziale


Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l'anima mia.
Mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza.
(dal Salmo 22)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da' loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».





Medita


Dio è interessato al presente: non importa che cosa di bene o di male hai fatto finora, conta che cosa scegli di fare adesso. Dio ha a cuore ciascuno: non fa classifiche, non traccia obiettivi minimi e massimi, non mette premi in palio; guarda me, l'“io” di ognuno. La sua giustizia, perciò, non è comparativa, competitiva, selettiva (scelgo te, e non lui, perché tu sei migliore), ma—come un genitore con i figli—guarda al cammino individuale, desidera il meglio di cui ciascuno è capace (“quello che è giusto ve lo darò”). Abbiamo un Dio sobrio, pragmatico, che non sopporta l'inerzia e lo spreco. “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Come gente mediocre, un po' furba e un po' ingenua, ci autoassolviamo e diamo la colpa agli altri, al poco tempo, alle circostanze avverse, alla malasorte: “Nessuno ci ha presi a giornata”. Quanto tempo ed energie delle nostre vite dissipati e impiegati senza senso, o inseguendo obiettivi illusori ed effimeri. Dio non lascia a poltrire nessuno, assume tutti: ogni vivente—per l'intera giornata, o alla sua ultima ora—è invitato a costruire il Regno.




Per Riflettere


“Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”.

Dammi l'onestà di riconoscere, Signore,
che forse non sono, come credo e mi racconto,
fra gli operai della prima ora,
né fra quelli di mezzogiorno, delle tre e delle cinque.
Forse la realtà è un'altra.
Me ne sto qui a fare tutto il giorno le mie cose,
è sera e tu vieni ancora in piazza a chiamare.
Non stancarti di tornare, Signore.






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