Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



GIOVEDÌ 28 Agosto 2008
Vangelo secondo Matteo (24,42-51)
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Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà.
Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l'incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! In verità vi dico: gli affiderà l'amministrazione di tutti i suoi beni. Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi, arriverà il padrone quando il servo non se l'aspetta e nell'ora che non sa, lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti.





Il mese di agosto è stato interamente curato da: Chiara Sani
 


Medita


Dopo le invettive contro scribi e farisei segue una parabola che contrappone il bravo servitore, che in assenza del padrone si comporta bene, ed il servitore "ipocrita" che approfitta della lontananza del padrone per fare ciò che vuole (cioè indossava una "maschera" in presenza del padrone, ma il suo cuore era ben lontano dall'amarlo e dal rispettarlo). Siamo nel discorso "escatologico" di Matteo, cioè nel discorso che parla di temi escatologici, della fine dei tempi. La parousia, così come la morte nella realtà individuale, giungerà imprevista: sta a noi essere davvero col cuore vicino al Signore e comportarci, ora che non lo vediamo, come se lo vedessimo faccia a faccia.

Chi fa il bene per paura o solo per desiderio di un premio non ha capito qual è il nostro vero scopo nella vita terrena: conoscere Gesù, amarlo e servirlo, per amare e servire, in Lui, quel Padre buono, misericordioso, che non si stanca di attenderci quando ce ne andiamo da Lui, che non si stanca di venirci a cercare quando ci smarriamo in sentieri fuori mano. Che figure meschine davanti a Lui quelle del servo malvagio, del cattivo amministratore!




Per Riflettere
 

Sono consapevole che il Signore può giungere inatteso e che dovrò rendergli conto confrontandomi con l'abisso del suo amore? Come amministro i beni che mi ha dato?





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