Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



SABATO 23 Agosto 2008
Vangelo secondo Matteo (23,1-12)
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Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: "Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare "rabbì''dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare "rabbì'', perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno "padre" sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare "maestri", perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.



Il mese di agosto è stato interamente curato da: Chiara Sani
 


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L'A.T. è pieno di invettive contro i cattivi sacerdoti (Ez 22, 34; Os 34 ecc...), ma il discorso che qui fa Gesù ha una profondità nuova. Gli scribi ed i farisei, meritevoli comunque di aver difeso le tradizioni e l'identità di Israele da contaminazioni esterne soprattutto legate al paganesimo dei popoli che l'avevano assoggettato, commettono l'errore di agire per ottenere privilegi e vantaggi personali. Il loro interesse per il popolo è ipocrita, proprio perché nelle infinite prescrizioni (ben 613) che hanno creato, hanno smarrito il senso profondo della fede, la disponibilità del cuore all'azione di Dio. Gesù esorta a rispettare leggi e sacerdoti, ma a guardare come unico e credibile modello a Lui, al Cristo, pastore che dà la vita per le proprie pecore.

L'invettiva di Gesù, che nei passi successivi si farà sempre più incalzante è rivolta agli Ebrei del tempo, agli appartenenti al popolo eletto ed è ugualmente rivolta a noi oggi, sacerdozio regale che Gesù ha consacrato con il suo sangue. Non possiamo credere, se non in malafede, che le parole di Gesù non riguardino ogni battezzato.



Per Riflettere
 

Quanta autenticità c'è nei miei gesti di fede? Quanto faccio per apparire e quanto perché davvero il mio cuore è in ascolto del Signore?





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