Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



VENERDÌ 15 Agosto 2008
Vangelo secondo Luca (1,39-56)
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In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore".

Allora Maria disse:

"L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre".
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.




Il mese di agosto è stato interamente curato da: Chiara Sani





Assunzione di Maria di Giovanni Paolo II



Medita


Ogni anno, per la solennità dell'Assunzione, riflettiamo su questo brano, sulla "Visitazione". Ci sono due donne, portatrici di vita: la sterile, anziana, e la vergine, poco più che bambina. Entrambe portano in grembo un figlio promesso da Dio, inatteso, "miracoloso" ed il loro incontro è un canto di gioia e di lode. C'è un disegno su di loro, grandissimo: entrambe, seppur in misura ben maggiore Maria, si sono fatte strumento umile dell'Onnipotente, si sono affidate a Lui ed al suo misterioso agire. Elisabetta darà alla luce Giovanni, il Precursore, la torcia che preparerà la via, la Voce che griderà nel deserto "Preparate le vie al Signore che viene!". Maria sarà l'Arca della nuova Alleanza, porterà nel suo grembo e darà alla luce il Messia, l'Atteso, il Redentore, "Luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele".

Il Magnificat è il canto di Maria al Dio di Israele che in Lei ha manifestato la sua potenza ed il suo sconfinato amore per l'uomo. Questa piccola ragazza di un luogo sperduto della Palestina sarà Madre del Salvatore e, sul Calvario, diverrà nostra Madre, il rifugio di noi peccatori, la consolatrice degli afflitti, il sicuro aiuto dei Cristiani.





Per Riflettere
 
Il Vangelo di Giovanni (19,27), raccontando gli ultimi istanti sul Calvario, dice che il discepolo che Gesù amava prese Maria "nella sua casa" (lett. en oikeiois =fra le sue cose di casa). E noi teniamo Maria vicina nella quotidianità della nostra vita?





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