Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



LUNEDÌ 4 Agosto 2008
Vangelo secondo Matteo (14,22-36)
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Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù.
La barca intanto distava gia qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: "E' un fantasma" e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: "Coraggio, sono io, non abbiate paura". Pietro gli disse: "Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque". Ed egli disse: "Vieni!". Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!". E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?". Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: "Tu sei veramente il Figlio di Dio!". Compiuta la traversata, approdarono a Genèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati, e lo pregavano di poter toccare almeno l'orlo del suo mantello. E quanti lo toccavano guarivano.





Il mese di agosto è stato interamente curato da: Chiara Sani
 


Medita


Gesù ha compiuto la moltiplicazione dei pani sulla riva occidentale del lago di Tiberiade, quindi si ritira in preghiera sul monte per sfuggire l'entusiasmo che ha suscitato nei presenti al miracolo. Disceso dal monte, cammina sulle acque del lago agitato da una tempesta per andare incontro alla barca dei discepoli. Pietro lo mette alla prova, vuole anche lui fare quello che fa il Maestro. Ma la sua fede non è ancora pronta e fallisce. Approdati a Genèsaret, Gesù incontra ancora la folla ed opera guarigioni.

Tre momenti ed un comun denominatore, la fede. La fede di chi ha visto i pani moltiplicati, imperfetta perché cerca solo la soluzione ai problemi materiali, la fede di Pietro, imperfetta perché sembra ricercare il sensazionale e presume una somiglianza col Maestro che è ancora lontana, la fede dei disperati, imperfetta perché chiede a Gesù la guarigione fisica e non quella spirituale. Gesù non si sottrae nemmeno alla fede imperfetta: si offre alle pecore senza pastore che tanto lo hanno commosso e chiede loro, come a Pietro, di avere una fede ancora maggiore, una fede in grado di scorgere in lui non solo e non tanto il taumaturgo e il profeta, ma il Figlio di Dio chiamato a salvare il mondo.





Per Riflettere
 
Com'è la nostra fede? Siamo "uomini di poca fede"?





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