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MEDITAZIONI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NELLE MESSE QUOTIDIANE CELEBRATE NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE - A cura de L'Osservatore Romano


Omelie Giornaliere di Papa Francesco MEDITAZIONI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NELLE MESSE QUOTIDIANE CELEBRATE NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE - A cura de L'Osservatore Romano
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Il mistero non cerca pubblicità - Venerdì, 20 dicembre 2013



Il mistero del rapporto tra Dio e l’uomo non cerca la pubblicità, perché non lo renderebbe veritiero. Richiede piuttosto lo stile del silenzio. Sta poi a ciascuno di noi scoprire, proprio nel silenzio, le caratteristiche del mistero di Dio nella vita personale. A pochi giorni dal Natale, Papa Francesco ha proposto una forte riflessione sul valore del silenzio. E ha invitato ad amarlo e a cercarlo così come ha fatto Maria, la cui testimonianza ha rievocato nella messa celebrata stamani, venerdì 20 dicembre, nella cappella della Casa Santa Marta.

Una riflessione fondata sul passo del Vangelo di Luca proposto dalla liturgia odierna (1, 26-38), iniziando da «quella frase» che «ci dice tanto» rivolta dall’angelo alla Madonna: «La potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Lo Spirito Santo scenderà su di te» e che richiama anche il passo del Libro di Isaia (7, 10-14), proclamato come prima lettura nella celebrazione.

«È l’ombra di Dio — ha spiegato il Pontefice — che nella storia della salvezza sempre custodisce il mistero». È «l’ombra di Dio che accompagnò il popolo nel deserto». Tutta la storia della salvezza mostra che «il Signore ha sempre avuto cura del mistero. E ha coperto il mistero. Non ha fatto pubblicità del mistero». Infatti «il mistero che fa pubblicità di sé non è cristiano, non è mistero di Dio. È una finta di mistero». Proprio il passo evangelico odierno lo conferma, ha proseguito il Papa; infatti quando la Madonna riceve dall’angelo l’annuncio del Figlio «il mistero della sua maternità personale» rimane nascosto.

E questa è una verità che riguarda anche tutti noi. «Quest’ombra di Dio in noi, nella nostra vita» ha affermato il Pontefice, ci aiuta a «scoprire il nostro mistero: il nostro mistero dell’incontro col Signore, il nostro mistero del cammino della vita col Signore». Infatti «ognuno di noi — ha spiegato il Papa — sa come misteriosamente opera il Signore nel suo cuore, nella sua anima. E qual è la nube, la potenza, com’è lo stile dello Spirito Santo per coprire il nostro mistero. Questa nube in noi, nella nostra vita, si chiama silenzio. Il silenzio è proprio la nube che copre il mistero del nostro rapporto col Signore, della nostra santità e dei nostri peccati».

È un «mistero» che, ha proseguito, «non possiamo spiegare. Ma quando non c’è silenzio nella nostra vita il mistero si perde, va via». Ecco, allora, l’importanza di «custodire il mistero con il silenzio: quella è la nube, quella è la potenza di Dio per noi, quella è la forza dello Spirito Santo».

Papa Francesco ha quindi riproposto ancora, la testimonianza della Madonna che ha vissuto fino in fondo «questo silenzio» in tutta la sua vita. «Penso — ha detto il Pontefice — quante volte ha taciuto, quante volte non ha detto quello che sentiva per custodire il mistero del rapporto con suo Figlio». E ha ricordato che «Paolo VI nel 1964 a Nazareth ci diceva a tutti che abbiamo la necessità di rinnovare e rinforzare, di irrobustire il silenzio», proprio perché «il silenzio custodisce il mistero». Il Papa ha poi dato voce «al silenzio della Madonna ai piedi della croce», a ciò che passava per la sua mente come — ha ricordato — aveva fatto anche Giovanni Paolo II.

In realtà, ha precisato, il Vangelo non riporta alcuna parola della Madonna: Maria «era silenziosa, ma dentro il suo cuore quante cose diceva al Signore» in quel momento cruciale della storia. Probabilmente Maria avrà ripensato alle parole dell’angelo che «abbiamo letto» nel Vangelo riguardo a suo Figlio: «Quel giorno m’hai detto che sarà grande! Tu mi ha detto che gli darai il trono di Davide suo padre e che regnerà per sempre! Ma adesso lo vedo lì», sulla croce. Maria «con il silenzio ha coperto il mistero che non capiva. E con il silenzio ha lasciato che il mistero potesse crescere e fiorire» portando a tutti una grande «speranza».

«Lo Spirito Santo scenderà su di te, la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra»: le parole dell’angelo a Maria, ha detto ancora il Pontefice, ci assicurano che «il Signore copre il suo mistero». Perché «il mistero del nostro rapporto con Dio, del nostro cammino, della nostra salvezza non può essere messo all’aria, pubblicizzato. Il silenzio lo custodisce». Papa Francesco ha concluso la sua omelia con la preghiera che «il Signore ci dia a tutti la grazia di amare il silenzio, cercarlo, di avere un cuore custodito dalla nube del silenzio. E così il mistero che cresce in noi darà tanti frutti».


(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIII, n. 293, Sab. 21/12/2013)







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