La Sacra Bibbia rilegata con copertina in Pelle e lastra in Argento. La Sacra Bibbia e Vangelo Rilegati con Copertina in Pelle Marrone e/o Bianca con una Lastrina in Argento a scelta tra varie icone. Produzione Artigianale Nazionale.
Idea Regalo per ricorrenze varie
Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato

-Il Santo del Calendario:








MEDITAZIONI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NELLE MESSE QUOTIDIANE CELEBRATE NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE - A cura de L'Osservatore Romano

Contro le curiosità cattive - Lunedì, 30 aprile 2018

I bambini sono particolarmente curiosi e nei telefonini, come in tutto il mondo virtuale, trovano anche «tante cose brutte» rischiando di finire «prigionieri di queste curiosità non buone». È da questa tentazione che Papa Francesco ha messo in guardia lunedì 30 aprile, celebrando la messa Santa Marta. E chiedendo di aiutare i giovani a saper discernere tra le tante proposte della quotidianità, il Pontefice ha indicato nello Spirito santo «la grande certezza» che risolve tutte «le nostre curiosità»: e lo fa come «compagno di viaggio, compagno della memoria e compagno maestro», non certo presentandosi a noi «con un pacco di risposte» già pronte.

Per la sua riflessione il Papa ha preso le mosse dal Vangelo di Giovanni. «In questo lungo discorso di congedo, a tavola con i discepoli, ci sono passi che possiamo chiamare il “dialogo fra le curiosità e la certezza”» ha affermato. «I discepoli non si sentono sicuri, non sapevano cosa sarebbe accaduto e domandavano cosa ne sarà di questo, di quell’altro». E «Gesù spiega» ma «loro si sentono più insicuri: “No, ma te ne vai, ci lasci da soli e che cosa faremo?”». Così «Gesù spiega “tornerò, vado a prepararvi un posto, poi vi porterò con me”». Insomma «dà certezze alle curiosità dei discepoli».

Del resto, ha riconosciuto il Pontefice, «la vita, la nostra vita è piena di curiosità». E così «da bambini, l’età del perché» domandiamo «papà, perché questo? Mamma, perché, perché, perché?». Questo accade proprio «perché il bambino cresce, si accorge di cose che non capisce, e domanda: è curioso, cerca una spiegazione». Ma «questa è una curiosità buona, perché è una curiosità per crescere, per svilupparsi, per avere più autonomia». E «anche è una curiosità contemplativa, perché i bambini vedono, contemplano, non capiscono e domandano».

«Ci sono altre curiosità che non sono tanto buone» ha messo però in guardia il Papa. «Per esempio, quella di “annusare” nella vita di altre persone». Magari «qualcuno dice “ma è cosa da donne”. No, il chiacchiericcio è un patrimonio di donne e di uomini». Tanto che «qualcuno dice che gli uomini sono più chiacchieroni delle donne: non so, ma è un patrimonio di tutti, è una cosa brutta perché è cercare che la curiosità non vada al posto sicuro di una risposta che sia la verità». Invece è «cercare di andare ai posti che alla fine sporcano le altre persone».

Dunque «ci sono curiosità cattive» ha insistito il Pontefice. O curiosità «che, alla fine, mi fanno capire una cosa che io non ho diritto di sapere». Il Papa ha suggerito l’«esempio» di quanto avvenuto «a Tiberiade: già Gesù sta per andarsene, dopo la risurrezione, e dice a Pietro tre volte se lo ama, e Pietro dice che lo ama; e gli dà tutto il potere, e Pietro, quando è finito questo, domanda “e a questo cosa succederà?” domandando per Giovanni». E «questo è “annusare” la vita altrui» ha spiegato Francesco: «Questa non è una curiosità buona, ma ci accompagna tutta la vita, è una tentazione che avremo sempre».

In realtà, ha rassicurato il Papa, «non spaventarsi, ma fare attenzione» dicendo a se stessi «questo non domando, questo non guardo, questo non voglio». E poi ci sono «tante curiosità, per esempio, nel mondo virtuale, con i telefonini e le cose: i bambini vanno lì e sono curiosi di vedere e trovano lì tante cose brutte». Ma «non c’è una disciplina in quella curiosità». Così «dobbiamo aiutare i ragazzi a vivere in questo mondo, perché la voglia di sapere non sia voglia di essere curiosi, e finiscano prigionieri di questa curiosità».

«Ma torniamo a queste buone curiosità degli Apostoli» ha rilanciato il Pontefice. In fondo «vogliono sapere di Gesù, cosa accadrà, succederà». E così «anche all’ultimo momento, Gesù stava per andarsene in cielo, dicono “adesso viene la rivoluzione, adesso tu farai il regno”». È «la curiosità di conoscere e la certezza: il dialogo fra curiosità e certezze». Ecco infatti che «Gesù risponde dando certezze: “No guardate, questo è così, io vado là”». Ci sono «tante risposte in questo lungo discorso a tavola, e non è solo un discorso: è una conversazione fra loro». Ma «Gesù risponde sempre con certezze: mai, mai inganna. Mai!».

«Piccole certezze, ma certezze» ha ripetuto Francesco. E «la certezza viene riassunta alla fine del passo del Vangelo che abbiamo letto e ascoltato» ha spiegato il Papa, riferendosi al brano di Giovanni (14, 21-26). Che Francesco ha definito «la grande certezza». Infatti, riferisce Giovanni, «Gesù dice: Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». E così, ha spiegato il Pontefice, «la certezza ce la darà lo Spirito Santo nella vita».

Certo, «lo Spirito Santo non viene con un pacco di certezze» e ti dice «prendi». Piuttosto «noi andiamo nella vita e domandiamo allo Spirito Santo, apriamo il cuore, e lui ci dà la certezza per quel momento, la risposta per quel momento».

«Lo Spirito Santo — ha spiegato il Papa — è il compagno di via del cristiano, è quello che continuamente ci insegna “no, questo è così”, quello che continuamente ci ricorda “pensa a cosa ha detto il Signore, che era così”». E «ci ricorda le parole del Signore illuminandole». Nel nostro «cammino verso l’incontro con Gesù è lo Spirito ad accompagnarci», a dare «la certezza alle nostre curiosità».

«Così questo dialogo fra curiosità umane e certezza — ha affermato il Papa — finisce in questa frase di Gesù» a proposito del Paràclito: «Lui vi insegnerà tutto, e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Il Paràclito è il «compagno della memoria, il compagno maestro», che «ci dà la luce e ci conduce dove c’è la felicità fissa, quella che non si muove, come abbiamo pregato nella orazione colletta».

«Andiamo dove c’è la gioia vera, quella che è radicata proprio in Dio, ma con lo Spirito Santo per non sbagliare» ha concluso il Pontefice. E per questa ragione «chiediamo al Signore due cose oggi». Anzitutto «di purificarci nell’accettare le curiosità — ci sono curiosità buone e non tanto buone — e saper discernere» dicendo a se stessi «no, questo non devo vederlo, questo non devo domandarlo». E la «seconda grazia» da chiedere al Signore è quella di saper «aprire il cuore allo Spirito Santo, perché lui è la certezza: ci dà la certezza, come compagno di cammino, delle cose che Gesù ci ha insegnato, e ci ricorda tutto».

(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLVIII, n.098, 01/05/2018)





Crocifissi di San Benedetto
Varie realizzazioni in legno e in metallo

Torna Indietro
Pagina Indice Meditazioni Quotidiane Santa Marta Papa Francesco Anno in Corso

Vai su Archivio anno: 2013 - 2014 - 2015 - 2016 - 2017 - 2018
Libretti Con Preghiere
e Rosario dedicato
Euro 5,00
Gioielli Religiosi

In argento e swarovski: rosari, collane, braccialetti originali gioielli realizzati completamente in Italia, particolari ed eleganti, da indossare o regalare



Home Page