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MEDITAZIONI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NELLE MESSE QUOTIDIANE CELEBRATE NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE - A cura de L'Osservatore Romano


Omelie Giornaliere di Papa Francesco MEDITAZIONI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NELLE MESSE QUOTIDIANE CELEBRATE NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE - A cura de L'Osservatore Romano
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L’umiltà è la forza del Vangelo - Martedì, 1° ottobre 2013

Il Papa invita a pregare per il lavoro del Consiglio di cardinali

«Oggi, qui in Vaticano, comincia la riunione con i cardinali consultori che stanno già concelebrando nella messa: chiediamo al Signore che il nostro lavoro di oggi ci faccia tutti più umili, più miti, più pazienti, più fiduciosi di Dio. Perché così la Chiesa possa dare una bella testimonianza alla gente. E vedendo il popolo di Dio, vedendo la Chiesa, sentano la voglia di venire con noi». Sono le parole di Papa Francesco, a conclusione dell’omelia della messa celebrata con i componenti del Consiglio di cardinali martedì mattina, 1° ottobre, nella cappella di Santa Marta. E nel giorno della festa di santa Teresa di Gesù Bambino, patrona delle missioni, il Papa ne ha ricordato la testimonianza di fede e di umiltà.

Papa Francesco ha iniziato l’omelia commentando il passo evangelico di Luca (9, 51-56): «Gesù — ha detto — rimprovera questi due apostoli», Giacomo e Giovanni, perché «volevano che scendesse il fuoco dal cielo sopra quelli che non avevano voluto riceverlo» in un villaggio di samaritani. E «forse nella sua immaginazione c’era l’archetipo del fuoco che è sceso su Sodoma e Gomorra e ha distrutto tutto». I due apostoli, ha spiegato il Pontefice, «sentivano che chiudere la porta a Gesù era una grande offesa: queste persone dovevano essere punite». Ma «il Signore si voltò e li rimproverò: questo non è il nostro spirito». Infatti, ha aggiunto Papa Francesco, «il Signore va sempre avanti, ci fa conoscere come è la strada del cristiano. Non è, in questo caso, una strada di vendetta. Lo Spirito cristiano è un’altra cosa, dice il Signore. È lo spirito che lui ci farà vedere nel momento più forte della sua vita, nella passione: spirito di umiltà, spirito di mitezza».

«E oggi, nella ricorrenza di santa Teresa di Gesù Bambino — ha affermato il vescovo di Roma — ci farà bene pensare a questo spirito di umiltà, di tenerezza, di bontà. Questo spirito mite proprio del Signore che vuole da tutti noi. Dov’è la forza che ci porta a questo spirito? Proprio nell’amore, nella carità, nella consapevolezza che noi siamo nelle mani del Padre. Come leggevamo all’inizio della messa: il Signore ci porta, ci porta su, ci fa andare avanti, è con noi, ci guida».

Il libro del Deuteronomio, ha proseguito il Pontefice, «dice che Dio ci guida come un padre guida il suo bambino: con tenerezza. Quando si sente questo, non viene la voglia di far scendere un fuoco dal cielo. No, non viene. Viene l’altro spirito»: lo spirito «di quella carità che tutto soffre, tutto perdona, che non si vanta, che è umile, che non cerca se stessa».

Papa Francesco ha riproposto a questo punto la forza e l’attualità della figura di santa Teresa di Gesù Bambino: «La Chiesa saggia ha fatto questa santa — umile, piccola, fiduciosa di Dio, mite — patrona delle missioni. Non si capisce questo. La forza del Vangelo è proprio lì, perché il Vangelo arriva proprio al punto più alto nell’umiliazione di Gesù. Umiltà che diviene umiliazione. E la forza del Vangelo è proprio nell’umiltà. Umiltà del bambino che si lascia guidare dall’amore e dalla tenerezza del Padre».

Il Pontefice è quindi tornato alla prima lettura della celebrazione, tratta dal libro di Zaccaria (8, 20-23). «In quei giorni, dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni afferreranno un Giudeo per il lembo del mantello e gli diranno: “Vogliamo venire con voi perché abbiamo udito che Dio è con voi”». E ha così proseguito: «La Chiesa, ci diceva Benedetto XVI, cresce per attrazione, per testimonianza. E quando la gente, i popoli vedono questa testimonianza di umiltà, di mitezza, di mansuetudine, sentono il bisogno» di cui parla «il profeta Zaccaria: “Vogliamo venire con voi!”. La gente sente quel bisogno davanti alla testimonianza della carità. È questa carità pubblica senza prepotenza, non sufficiente, umile, che adora e serve. È semplice la carità: adorare Dio e servire gli altri. Questa testimonianza fa crescere la Chiesa». Proprio per questo, ha concluso Papa Francesco, santa Teresa di Gesù Bambino «tanto umile, ma tanto fiduciosa in Dio, è stata nominata patrona delle missioni, perché il suo esempio fa che la gente dica: vogliamo venire con voi».


(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIII, n. 225, Merc. 02/10/2013)



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