LE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALI


4. Consolare gli afflitti

La quarta opera di misericordia è di consolare gli afflitti e i tribolati. Si hanno due sorta di afflizione d'anima e di corpo: tutte e due hanno bisogno di consolazione e di conforto.

Le afflizioni dell'anima, che d'ordinario sono le più acerbe e le più penose, sono: le tentazioni che vengono o per impulso di istinti o per arte del demonio; e le angustie, le aridità, le tristezzze, i tedii, le desolazioni di spirito, che, talvolta e così gravemente, opprimono le anime specialmente più timorate e pie, per cui si sentono stimolate a far atti di diffidenza e di lamento contro Dio.

Queste sono le persone più afflitte, che si devono consolare per obbligo di carità fraterna, animandole a sopportare, sempre, tutto con umiltà e paziente rassegnazione, ad esempio di Nostro Signor Gesù Cristo, il quale in vicinanza della sua passione, stando nell'orto degli ulivi, fu anch'Egli oppresso da timore, da tedio, da tristezze così forti, che cadde in agonia e sudò vivo sangue.

Sulla croce poi, per meritare a noi la sua grazia, fu abbandonato, con suo immenso dolore, da tutti i soccorsi della divinità; ma tanto nell'uno come nell'altro caso, sopportò tutto con grandissima pazienza e umile rassegnazione alla volontà del divin Padre, che così lo voleva tormentato per nostro amore.



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