LE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALI


2 - Insegnare a chi no sa

La seconda opera di misericordia spirituale è, dunque, quella di ammaestrare gli ignoranti nelle cose divine che ognuno è tenuto a sapere, e che sono necessarie al profitto spirituale dell'anima e all'eterna salute.

Questo è un atto di gran merito, a cui alcuni sono tenuti per giustizia, altri per carità. Per giustizia, parlando solamente di ciò che i superiori sono tenuti ad insegnare ai loro sudditi: cioè, insegnare la pratica osservanza della legge divina, della santa Regola e di tutte quelle altre cose che favoriscono l'acquisto delle virtù, convenienti al proprio stato.

Chi, tenendo il posto di superiori, non volesse prendersi cura, qualora ce ne fosse bisogno, di ammaestrare, di indirizzare i suoi subalterni all'adempimento perfetto dei divini precetti e dei doveri del proprio stato, sarebbe - dice S. Paolo - peggio di un infedele, perché, avendo la fede, ne trascurerebbe i doveri.

Tutti gli altri, poi, sono tenuti a far questo per carità verso quelle persone che conoscono averne bisogno, e che da altri non possono essere istruiti.

Questa obbligazione di ammaestrare chi ne ha bisogno nelle cose divine, può essere anche grave, quando chi ne ha bisogno si trovasse in tali circostanze che, se noi ricusassimo di istruirlo, resterebbe per sempre ignorante in materia religiosa.



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