LE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE


3. Vestire gli ignudi

Ci sono nudità da intendersi in senso letterale come impossibilità, cioè, di coprirsi per difendersi dal freddo, e per presentarsi dignitosamente agli altri: è la nudità più umiliante, segno e frutto di estrema povertà. E' opera di misericordia donare un vestito, indumenti intimi, calzature a chi ne è privo. E' misericordia vera se gli indumenti donati sono in ottimo stato, possibilmente nuovi, acquistati con nostro sacrificio, magari risparmiando sui nostri vestiti, evitando l'esibizionismo del capo firmato.

Certa carità, fatta con vestiti vecchi e rattoppati, liberandoci di cose inutili che noi non indosseremmo mai, viene identificata dalla gente semplice come "carità pelosa". C'è anche una nudità che coincide con l'assenza di un tetto. Nelle grandi città ci sono i cosiddetti "baraccati". Le baracche sono l'ultimo anello di una serie di abitazioni chiamate eufemisticamente "improprie". Impropria significa molto spesso: umidità che deturpa e consuma, assenza di servizi igienici, promiscuità per la ristrettezza dei locali, rischio di malattie infettive.

Le baracche non ci sono ovunque; abitazioni improprie esistono in ogni città. La carità in questi casi deve procedere strettamente collegata con la giustizia e deve tradursi nell’impegno politico perché il diritto alla casa sia una realtà per ogni uomo.




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