LE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE


1. Dar da mangiare agli affamati



La fame continua ad essere presente nel mondo, nonostante i progressi tecnologici e la crescita della produzione alimentare e industriale. Non Ŕ il cibo che manca: manca un'equa distribuzione dei beni della terra. La fame Ŕ frutto della povertÓ e la povertÓ scaturisce dalle ingiustizie. C'Ŕ chi ha troppo e chi non ha nulla, o manca comunque del necessario.

Questa prima opera di misericordia corporale ci chiede anzitutto di aprire gli occhi sulla fame e sulla povertÓ del mondo: del mondo del sottosviluppo, dove la fame comporta non solo assenza di cibo, ma anche impossibilitÓ a curare la salute, ad accedere alla scuola, ad avere un lavoro e un reddito; povertÓ del nostro Paese, dove pure esistono casi e fenomeni di povertÓ e di emarginazione.

La permanenza della povertÓ nel mondo ci dice che non Ŕ sufficiente il gesto occasionale di misericordia, che assicura un pasto a chi ha fame. La misericordia deve diventare costume di vita, deve portarci a verificare lo stile dei nostri consumi, ad evitare tutto ci˛ che Ŕ superfluo per destinarlo ai poveri ai quali appartiene, a praticare perci˛ non solo l'elemosina, ma la condivisione, la comunione con gli altri. La misericordia di Cristo, infatti, alla quale facciamo riferimento, nella fede, Ŕ stata ed Ŕ condivisione.




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