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"La famiglia, dono
e impegno, speranza dell'umanità" La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II |
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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano |
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Domenica
31 Luglio 2011 XVIII doemnica del T. O. anno A - Vangelo Mt 14, 13-21 YOUVE GOT A FRIEND (TU HAI UN AMICO) Il Vangelo di questa Domenica ci presenta Gesù molto vicino alle difficoltà dellumanità (cosa di cui a volte non siamo molto convinti .) Gesù, si ritira in disparte ma è incalzato dalle folle. Di fronte a questa ricerca delluomo, Cristo non rimane indifferente: . vide una gran folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Compassione, che parola strana, che sentimento poco divino invade il cuore di Gesù: Com-patire, patire insieme .! Come può Dio patire? Eppure Cristo condivide la nostra debole umanità. Dio è così vicino alluomo da assumere tutte le nostre difficoltà, le nostre paure, i nostri bisogni. Cè un primo interrogativo che ci mette in discussione, è vitale chiedercelo: Di fronte a questo atteggiamento di condivisione di Cristo noi cristiani siamo Suoi imitatori? Ma, continuando a leggere il Vangelo, ci rendiamo conto che Gesù va ancora oltre: .. i discepoli gli dissero: il luogo è ormai deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare. Ma Gesù rispose: Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare. Dio si preoccupa dei bisogni corporali delle sue creature e prende delle decisioni. Quante volte nei nostri pensieri siamo tentati di vedere Dio lontano dai nostri bisogni quotidiani piccoli o grandi che siano. Quante volte noi cristiani di fronte ai tanti problemi che affliggono lumanità (senza andare troppo lontano lumanità che abbiamo davanti alla porta di casa) ci arrocchiamo in uffici parrocchiali, sacrestie e discorsi alti Questo Vangelo ci dice tutto il contrario. Cristo interviene, soccorre lumanità ma, attenzione, la soccorre servendosi della collaborazione della stessa umanità:. Non abbiamo che cinque pani e due pesci! Ed Egli disse: Portatemeli qua Dio vuole che i discepoli condividano quel loro poco. Su quel poco Dio sfama tutti. La domanda nasce spontanea: Dio aveva bisogno di quel poco cibo degli apostoli? Dato che è Dio poteva tranquillamente dar da mangiare a tutti, senza aver bisogno di cinque pani e due pesci ., pacifico, vero? Certamente poteva ma, non lo ha voluto. Dio chiede a tutti noi di condividere il nostro poco per sfamare tutti. Apriamo le orecchie bene, Dio vuole che lumanità si schieri: O TI MANGI I TUOI CINQUE PANI E DUE PESCI DA SOLO; O CONDIVIDI CON IL PROSSIMO E TI SAZI INSIEME A LUI. La nostra storia di cristiani si concretizza nellessere fratelli dei nostri prossimi. Dio vuol far passare la Sua abbondanza attraverso il nostro poco. La Misericordia di Dio ancora oggi cerca dei cuori umani per potersi moltiplicare! Sai, questa Parola la possiamo (come cristiani la dobbiamo) attualizzare concretamente tutti i giorni. In primo luogo noi ci dobbiamo sentire fra i più favoriti, fra coloro che sono chiamati a distribuire i pani e i pesci ai fratelli che sono senza cibo. Questo essere favoriti non ci porta ad arrogarci di un potere bensì a vivere nel servizio! Ma, per un attimo, pensa a quanto sarebbe brutto se coloro che sono chiamati a distribuire invece di farlo, cominciassero a trattenere per sé ..! Che dici, non è rubare questo? E allora caro don michele, caro fratello navigatore della rete, caro cristiano: Che facciamo con i nostri cinque pani e due pesci? Ce li teniamo stretti stretti per noi? In questa presa è scritta la condanna di fratelli che neanche conosciamo ma che sono soffocati dal nostro egoismo; In questa presa è scritta la nostra condanna per leternità. Il nostro metterci al servizio non è per riparare delle disattenzioni divinema si tratta semplicemente di togliere dal nostro petto il cuore di Caino e permettere a Cristo di diventare il cuore del mondo. Un ultimo aspetto voglio farti notare: Quello che sto facendo in questo momento cioè divulgare, portare al prossimo la Parola di Dio è anche una moltiplicazione dei pani, cui tutti i cristiani sono chiamati: Anche tu sei chiamato a moltiplicare la Parola di Dio che hai ricevuto. Come? Portandola al prossimo, soprattutto con lesempio Il raccontino di questa settimana è particolare e ci spiega come a volte, da buoni cristiani osservanti, possiamo riuscire a non obbedire al comandamento di Dio: Ama il prossimo tuo come te stesso. Un papà israelita rientra a casa tutto stanco e assetato. I tre figli, molto rispettosi e legati al loro papà, cominciano ad offrirsi per andare a prendere un bicchiere dacqua fresca al papà, sempre molto assetato. Inizia una discussione fra i tre pargoli. Il più grande, sottolineando la primogenitura afferma di essere lui il titolare di questo onore....; Il più piccolo, mettendo in evidenza il fatto di essere il Beniamino prediletto della famiglia, si dichiara lui il salvatoredel papà (intanto sempre più assetato); Il secondo, mettendo in evidenza la sua posizione scomoda di non esser né primo né ultimo, quindi titolare di nessun onore, afferma che, almeno questa volta, toccherebbe a lui...... . Niente, i ragazzi non riuscendo a trovare nessuna soluzione cominciano a leggere testi sacri, il Talmud alla ricerca di risposte. Il papà, ormai giunto allo stremo, quasi disidratato, per non mortificare nessun figlio, non osa intervenire. Infine, dopo molte ore, i figli (all'unisono) dicono all'ormai quasi in coma sventurato papà: "Abbiamo pensato che, per evitare problemi fra noi, il bicchiere d'acqua, caro papà, è meglio che te lo vai a prendere da solo......! Mani per donare o mani per trattenere? un servo sempre più inutile
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