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Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano


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Narrare la Fede ai Figli
Omelia Domenicale e Festiva


















Orologio
da polso con croce San Daminano
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29 Novembre 2009 I° DOMENICA DI AVVENTO

LETTURE: Ger 33,14-16; Sal 24; 1 Ts 3,12-4,2; Lc 21,25-28,34-36

NOI DUE NEL MONDO E NELL’ANIMA



I corsi e i ricorsi storici;
un film classico registrato su dvd, quello che rivedi ogni tanto;
la solita pizza del sabato sera con gli amici;
lo sguardo di tua moglie dopo cento anni di matrimonio;
la faccia del collega della scrivania di fronte la mattina del Lunedì;
quando controlli i numeri della schedina dell’ennesimo superenalotto della tua vita…
Ci sono situazioni che, come dice una canzone di qualche anno fa, stancamente si ripetono senza tempo, vuote di significato,
che non ti cambiano certamente la vita.
Sai, c’è qualcosa di straordinariamente nuovo nella nostra esistenza, un tempo mai esistito per noi.
E’ una novità nella nostra vita: il tempo dell’Avvento.
Questo commento è dedicato a coloro che attendono la Sua Venuta come se fosse la prima volta nella propria esistenza.
Sì, magari dedicato a tutti quelli che “sono allo sbando”, sempre per ripetere una canzone.
Ecco, la vita del cristiano non ha nulla a che fare con quelle partite di calcio registrate, che sappiamo già come vanno a finire.
Le tappe passate della nostra vita, seppur fondamentali, non rappresentano il “tutto”.
Oggi viene Cristo, nel mio e nel tuo vissuto quotidiano.
I pupazzetti degli anni precedenti usiamoli per fare il presepe.
Accogliere oggi Cristo è un qualcosa di straordinariamente nuovo, mai accaduto.
Questa freschezza spirituale ci aiuterà ad andarGli incontro.
Sì, la meraviglia è proprio questa:
Non basta aspettare, bisogna mettersi in cammino incontro a Colui che viene.
Per il cristiano Avvento, attesa, significa mettersi in cammino.
Attenzione, una prima fase di questo cammino avviene nelle strade del nostro cuore, alla riscoperta di noi stessi.
In questi giorni riflettevo sulla vita dei miei amici carcerati.
Ad alcune ore del loro vissuto in cui io mi sento molto uguale a loro…
Li penso quando sono nella loro brandina, dove tutta la loro intimità è delimitata dalla rete in una brandina cigolante.
E penso tanto al letto della vita mia che, anche se matrimoniale, in certe ore della notte diventa come quella brandina:
io con i miei pensieri, io con me medesimo a fare i conti di una vita, conti che non tornano mai.
Su quella brandina non hai nessuno con cui recitare la rappresentazione di uomo sicuro, di roccia che non teme scossa.
In quel momento sei il vero tu, davanti a Dio, se vuoi…
Per fare questo dobbiamo combattere contro la superficialità che a volte soffoca i nostri giorni.
Per andare incontro a Cristo dobbiamo fare questo cammino alla riscoperta del nostro cuore.
E’ inutile andare alla ricerca di Cristo per le strade illuminate delle nostre città…
Cerchiamo di fare luce in noi stessi.
Il Vangelo ci porta un versetto strabiliante, che ci illumina.
“…mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra”.
C’è una parte dell’umanità che ha paura della Sua venuta, che come Adamo dopo aver peccato ha paura del rumore dei passi di Dio che viene.
Sapete, c’è una parte anche di noi che teme questi passi…
Il Vangelo è scritto per me e per te.
Una parte di noi sa che accogliendo Cristo morirà… ;
E’ l’uomo fatto di terra, che non riesce a “levare il capo” perché c’è il peccato che lo costringe a nascondersi anche da se stesso.
La paura è la risposta che nasce dai nostri cuori a causa del peccato.
Il nostro primo passo è prendere coscienza del nostro peccato, della nostra natura fatta di terra.
Come al solito il peccato ha radice nei nostri cuori ma ha rami e frutti che escono fuori da noi, che riempiono e circondano il nostro vissuto:
Io e mia moglie tutti i giorni;
Io e i miei figli tutti i giorni;
Io e i miei cari tutti i giorni;
Io e i miei colleghi tutti i giorni;
Io e i miei vicini tutti i giorni;
Io e la mia sofferenza tutti i giorni…
Mi dono o semplicemente e continuamente arraffo?
I miei tradimenti, fatti anche di sguardi, quotidiani…;
I miei giudizi-omicidi quotidiani…;
Il mio rubare quotidiano da “gentiluomo” in cravatta e camicia…;
Il mio essere violento quotidiano anche solo alzando la voce nei confronti del mio prossimo…;
Il mio voler scappare dalla mia Croce quotidiana, questa mia Croce che è diventata il mio atto di accusa, il capo d’imputazione, contro Dio
Questo uomo non attende altro che la morte;
questo uomo non attende la liberazione in Cristo.
“State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso …”
Magari ci è capitato proprio questo:
ci siamo persi, convinti che a noi non sarebbe mai capitato, ci siamo trovati impaludati nelle nostre passioni, nel nostro disperato bisogno di essere amati ci siamo ritrovati ancora una volta soli e traditi nell’anima.
Ci siamo sentiti traditi ma siamo noi ad aver tradito la nostra vera chiamata.
Però nasce una grande speranza nei nostri cuori:
Noi non siamo ciò che siamo;
siamo ciò che diveniamo in Cristo.
Abbiamo la possibilità di diventare ciò verso cui andiamo.
Se andiamo verso l’Amore diveniamo a nostra volta Amore.
Mi rendo conto che anche quando si è immobilizzati in un letto di sofferenza, l’uomo è in cammino.
Siamo sempre in cammino, sempre abbiamo una meta.
Se siamo in cammino verso Dio la nostra parte terrena andrà disfacendosi.
Ma lascerà spazio alla vita, all’Amore.
Se sei immobilizzato in un letto di odio, non riesci a perdonare, incamminati verso Cristo;
Se sei immobilizzato schiavo dell’attaccamento al denaro e ti stai sbranando con parenti e soci vari, incamminati verso Cristo;
Se sei ormai un avanzo di essere umano, se non hai più voglia di andare avanti, se sei nel tunnel buio della depressione, incamminati verso Cristo.
Il Vangelo termina con una mano che ti tira su:
“Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere …”.
Scusa, te lo ricordi il cieco di Gerico di qualche settimana fa?
Al passaggio di Cristo si mette a gridare; eleva la sua preghiera con tutte le forze che ha nel corpo.
Ora è il momento di gridare la nostra preghiera, con tutte le forze…
Iniziamo ad incamminarci verso Cristo come se facessimo un pellegrinaggio…
Partiamo verso Cristo dal nostro cuore pregando.
Cammina e prega…;
…prima settimana di Avvento;
è solo l’inizio di un lungo cammino…

sì, semplicemente un servo inutile in Cristo, don michele cuttano




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