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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano |
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IV
Domenica di Pasqua Domenica 25 Aprile 2010 Letture: At 13, 14. 43-52; Sal 99; Ap 7, 9. 14-17; Gv 10, 27-30 ATTENTI AL LUPO Il Vangelo di questa quarta Domenica di Pasqua è veramente breve ma è così intenso e pregnante di significati per il nostro vissuto quotidiano. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Iniziamo subito con tre verbi decisamente fondamentali per la nostra fede e in genere per un cuore innamorato : Ascoltare; Conoscere; Seguire. Sapete, mi piace leggere la Parola e guardarmi dentro e perché no, anche intorno. Chi sto ascoltando oggi nella mia vita? Ho chiaramente, come penso anche ognuno di voi, un centinaio di canali aperti dai quali ricevo continuamente messaggi. Messaggi che poi vengono accolti o rifiutati. Cè un primo impegno nella vita del cristiano: Fare un discernimento. Non è semplice perché, non so se capita anche a voi, determinati messaggi sono particolarmente seducenti. Non è semplice perché a volte la fonte di quello che ascoltiamo ci pare limpida, trasparente, a volte persino ordinatamente certificata Poi, con il tempo e sulla tua pelle ti accorgi che è una fregatura! Quanti episodi della mia vita mi vengono in mente, e quante storie ascolto di questo genere. Ci sono delle storie amare che sono iniziate semplicemente ascoltando una catechesi dalla persona sbagliata. Non ci crederete ma le carceri sono piene di storie iniziate semplicemente ascoltando Daltronde, leggendo le prime pagine della Bibbia, i primi esseri umani ad ascoltare una catechesi dalla persona sbagliata (e poi a riceverne le amare conseguenze) sono una certa Signora Eva ed un certo Signor Adamo Decisamente ci sono voci che non possiamo fare a meno di ascoltare! Cè la voce dei nostri sentimenti: come è difficile a volte poter resistere a questa voce che ci prende dal di dentro. E come siamo indifesi, a riguardo, in certe stagioni della nostra vita. Come anche un semplice sguardo a volte può introdurci in situazioni dove seguiamo vani progetti umani infedeli che ci promettono amore, serenità, felicità Sono certo che avete capito cosa intendo. Cè la voce della nostra intelligenza: plagiata spesso dalla ricerca del benessere diventiamo a volte dei perversi novelli luciferi. Come ci scopriamo deboli, accessibili al male. In questo nostro ascoltare si nasconde già una scelta Sì, porta in sé un rifiuto ed una accettazione. Quante volte mi chiedo il perché; quante volte mi rendo conto di fare il male che non voglio. Quante volto rifiuto la voce di Dio nella mia vita non perché la rifiuti ma perché semplicemente scelgo di ascoltare la mia fisicità. E come se lascolto fosse una chiave che apre il mio vaso di pandora ed entro in vortici non più controllabili, perdo tutto di me. Ma, sapete, cè una voce più forte, vera, che la nostra anima conosce perché è quella del creatore: La Voce di Dio. Sì, lo voglio dire con molta serenità che cè una comunicazione intima nella vita del cristiano; una comunicazione intima tra Cristo e lanima. E un dialogo profondo, che sottintende una donazione totale, di anima di mente e di corpo. La senti questa voce di Dio in te? E come una brezza soave, un richiamo pulito e dolce che lanima riconosce come la voce della Vita. E una voce che si sente anche quando sei nella morte del peccato e ci dona una sensazione di non completezza, di vuoto, di non senso per quello che viviamo. I rumori del mondo possono coprirla ma non fermarla. E importante per noi cristiani avere una visione chiara del Chi stiamo ascoltando; Chi stiamo conoscendo; e Chi stiamo seguendo Nel Vangelo di questa Domenica si parla di chiamata, di seguire il Pastore! E siamo portati a pensare alle vocazioni sacerdotali; Non solo! Esiste una vocazione che appartiene ad ogni cristiano, una vocazione fondamentale per il nostro mondo: è la VOCAZIONE DI APPARTENENZA A CRISTO Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. In ogni vissuto quotidiano cè la possibilità di ascoltare più voci; cè la possibilità di seguire Dio o il mondo. Nel sociale, nella famiglia, con noi stessi E non è vero che la voce di Dio giunge solo a prescelti, a persone dabbene o pie La voce di Dio raggiunge anche quelli che non Lo cercano anzi, forse noi per primi, potremmo raccontare che Lo abbiamo incontrato quando non lo cercavamo Questa voce di Dio ci giunge attraverso dei fatti concreti. Sì, Cristo ci chiama, ci invita a seguirLo, attraverso le vicende quotidiane. Conoscere Dio è appunto saper cogliere queste orme invisibili, che il passaggio di Cristo lascia nelle nostre esistenze. A volte può essere una malattia; un rendersi conto di aver perso il senso della vita; un nostro fallimento. Il cristiano sa che là, in quel fatto, si apre una strada un cammino che attraversa il Mar Rosso: Dietro hai un faraone che ti insegue e davanti queste acque che potrebbero sommergerti. La morte davanti; la morte alle spalle! Che fare? Ascolto questa domanda decine di volte al giorno, me la rivolgono vecchi, adulti, giovani. Me la scrivono, me la gridano fra le lacrime o me la rivolgono con un sorriso amaro. Decisamente non esistono ricette o formulari vari che, eseguiti alla lettera, diano un buon risultato. Esiste che ti metti in cammino, passo dopo passo, giorno dopo giorno e segui Gesù, il nostro Pastore. E un cammino di fiducia che si concretizza nelle piccole cose di tutti i giorni. Valgono ben poco le tante parole, le lunge prediche che anestetizzano i cuori (e non solo); valgono molto i piccoli gesti. Piccoli gesti che si concretizzano anche nel sentirsi appartenere a Dio, sentirsi nel palmo della Sua Mano insieme a tanti altri fratelli. La vocazione che ognuno di noi ha: essere Chiesa in Cristo con i fratelli. Dietro un solo Pastore verso la vera vita. E un segno importante che la Chiesa può donare al mondo: Lunità, il seguire solo Cristo e non i tanti bravi maestri che possono riempire di pur eccitanti pruriti le nostre menti ma che poi ci ripagano con i macelli di queste nostre società. Cè una fedeltà che nasce dallascoltare la Voce di Dio, dal conoscere lAmore Dio e dal seguire Dio per i cammini che Lui ci indicherà. Ora, ti prego, chiediti, anzi chiediamoci, concretamente che pastore stiamo seguendo oggi? Semplicemente un servo inutile
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