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Omelia
Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano |
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III
Domenica del T.O. anno "C" Domenica 24 Gennaio
2010 Letture: Ne 8,2-4.5-6.8-10; Sal 18; 1Cor 12,12-30; Lc 1,1-4; 4,14-21 ALWAYS ON MY MIND Gesù si fa itinerante, attraversa le nostre strade, in ogni stagione della vita; anche in questa che io e te stiamo vivendo. Sai, la parola di questa Domenica viene donata per prima ai suoi concittadini: Venne a Nàzaret, dove era cresciuto... Magari non ci pensiamo mai ma cè una Parola che aspetta di incontrarci. e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Cristo è presente in mezzo a noi; noi dobbiamo necessariamente cogliere un primo messaggio. La nostra anima deve essere in ascolto, ricettiva. Dobbiamo saper accogliere. Penso alla nostra celebrazione domenicale E un luogo dincontro privilegiato con la Parola, a prescindere dagli strumenti umani che Dio usa. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto E Cristo che apre il rotolo, Lui può aprire. In Cristo la Parola si fa carne, diventa viva. La Parola, fuori di Cristo, resta incomprensibile e incompleta. Cristo è la realizzazione della Parola: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con lunzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi Cè lo Spirito del Signore che agisce e che parla. Le Sue Parole sono rivolte ai poveri; ai prigionieri; ai ciechi e agli oppressi. Scusami la domanda inopportuna e sgradevole, ma tu rientri per caso in queste categorie? Spero che non dobbiamo scomodare teologi o predicatori cattedratici vari per intendere che quei poveri, quei prigionieri, quei ciechi e quegli oppressi siamo anche noi. Sai, cè una povertà che ci appartiene, che non ha a che fare con la situazione patrimoniale, che svela la nostra società, invece che opulenta, misera; Sai, cè una prigionia che non appartiene solo ai nostri amici e fratelli carcerati per aver commesso reati, è una prigionia che appartiene ai nostri cuori anche se i nostri corpi sono liberi di andare per il mondo; Sai, cè una cecità che non ha segni evidenti come un cane guida o un bastone bianco ma che si nasconde nelle nostre scelte quotidiane, in quelle personali e in quelle sociali; Sai, cè unoppressione di un qualcuno che ci impedisce di vivere, ci costringe a costruire amari mattoni di schiavitù. Perdonami caro fratello, ma se questa Parola la vivi in seconda persona, rivolta agli altri stai facendo un cammino di doppiezza, che ti porterà unicamente a sostituirti al Padreterno E vero, questa tentazione è forte. Ascolta un po il telegiornale e ti chiederai che fine ha fatto luomo creatura di Dio. Violenze sui bambini, violenze sui poveri, indifferenza verso chi soffre, furti da tutte le parti Cè un male che si annida nei nostri cuori e che poi si riversa, gonfiandosi e alimentandosi con quello del nostro prossimo, nel mondo. Eppure nasce tutto da una nostra ricerca della felicità ! Questa ricerca doverosa diventa perversa e omicida se la metti al servizio del profeta di questo mondo. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di Lui. Già, su chi abbiamo gli occhi fissi noi oggi? Su Cristo? Da Lui attendiamo la nostra libertà, la nostra ricchezza? Se vuoi sapere se è Cristo che segui, scruta la tua vita familiare, il tuo vissuto condominiale, il tuo vivere la parrocchia, il tuo essere al servizio sul lavoro. Guarda le tue scelte di vita, il tuo modo di amare la moglie, il tuo trasmettere valori ai figli, il rapporto con il vicino di casa, il tuo essere lavoratore, il tuo appartenere ad una famiglia parrocchiale. Il riconoscersi poveri, schiavi del nostro egoismo, oppressi dalle nostre passioni dovrebbe attirarci una condanna! Ci sono situazioni di vita dove è così grande la nostra miseria che noi per primi ci scriviamo una sentenza di morte. Dio, ci dona un lieto messaggio; Invece che un bel meritato cappio Dio ci dona una liberazione. Una vita nuova, una gioia che il mondo non conosce, una gioia che non dura il tempo di una fuga da casa. Cè una gioia che non ci viene dalle cose del mondo, dalle nostre conquiste affettive o economiche. Per queste, credimi, cè una stagione dove tutto si dissolve lasciandoci un pane di lacrime, in abbondanza. Quante pagine della nostra vita abbiamo scritto alla ricerca di vita e abbiamo trovato una fonte inesauribile di tristezza. E invece cè una bella notizia, una di quelle che non ti aspettavi più dalla tua vita. Dio ti ama, ti è accanto, ti è stato sempre accanto, anche quando ti sei perso alla grande, anche quando non hai più riconosciuto nel volto del prossimo quello di tuo fratello. Il nostro incontrarci con Cristo, il nostro posare gli occhi su di Lui, deve portarci necessariamente ad un totale cambiamento di rotta, di obiettivi. Come singoli e come popolo di Dio dobbiamo ritrovare il senso della fratellanza. Come possiamo dirci cristiani se non condividiamo quello che il Signore ci ha affidato con chi in questo momento storico vive nella miseria e disperazione assoluta? Sto pensando ai nostri fratelli in terra di Haiti. Cristo ci offre una realizzazione concreta tutti i nostri giorni. Lo dobbiamo dire con chiarezza, con schiettezza. La gioia del cristiano nasce unicamente dal riscoprirsi figli di Dio e quindi fratelli con qualsiasi prossimo. Cè una forza straordinaria di vita nella Parola di Dio che può essere vanificata dalla nostra ipocrisia. Essere formati, conoscitori della Parola, serve a poco se rimane tutto allo stato teorico. Il cambiamento anzi lo sconvolgimento che Cristo ha portato nellumanità può esser rifiutato per primo da noi cristiani. La predica, il nostro parlare deve essere un tuttuno con la vita. Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato Chi vive Cristo senza la donazione verso il prossimo non è certamente portatore di un lieto messaggio. Oggi come non mai dobbiamo testimoniare a noi stessi e al mondo questo lieto annuncio. Anche noi cristiani siamo inviati dallo Spirito di Dio a testimoniare questo amore che il mondo non conosce. Inviati nel mondo che ci circonda tutti i giorni. Sì, siamo noi poveri, oppressi, ciechi; lo siamo tutte le volte che non amiamo, tutte le volte che rinneghiamo la nostra chiamata di figli di Dio. Sai, il Lieto Messaggio è la vera Gioia in Cristo! Un servo inutile in Cristo.
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