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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano |
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III
Domenica di Pasqua Domenica 18 Aprile Letture: At 5, 27b-32. 40b-41; Sal 29; Ap 5, 11-14; Gv 21, 1-19 RESTIAMO ANCORA INSIEME Sembra che i discepoli siano ritornati alla quotidianità, quella storia meravigliosa vissuta sembra un sogno lontano o unaltra delle tante beffe della vita : Tutti a lavoro, daltronde che mai possiamo fare! E come, se non bastasse, le cose ritornano ad essere nere, il solito smazzare e alla fine ti ritrovi con le mani piene di un bel niente. Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla. Come me li sento appiccicati addosso questi discepoli, come me li sento uguali. Mi verrebbe voglia di abbracciarmeli forte, dir loro che sono dalla loro parte perché Già,perché mai mi sento così uguale a loro in certi percorsi della mia vita, in certe stagioni amare? Sai, cè una notte anche per chi è discepolo, per chi Lo ha veramente conosciuto, per chi ha veramente fatto delle scelte importanti di vita per seguirLo, per chi ha scelto Lui e buttato via tanto della propria esistenza. E una notte atroce, in cui ti incontri con lincomprensione e il giudizio sommario anche dei tuoi cari, di tutti quelli che ti hanno visto scegliere Lui; è la notte in cui fai i bilanci della tua vita è li trovi tutti in negativo è la notte in cui assapori il non senso dei tuoi giorni . Un Dio sensato, secondo questo mondo, avrebbe scelto diversamente, avrebbe scelto altri più capaci Fratello caro, vorrei dirtelo gridando e vorrei ascoltare questo annuncio gridato: E una notte che giunge al termine! Quando già era lalba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù Giunge Gesù ed è lalba per la nostra vita. Ma sai, potrebbe capitare che tanto grande è la nostra amarezza, il nostro cuore ferito, che potremmo non riconoscerLo. Non saremmo certamente i primi Se dai unocchiatina ai Vangeli ti accorgeresti che anche la Maddalena scambia Cristo per un guardiano di cimitero. Sai, è che abbiamo la morte nel cuore e non riusciamo a vedere o forse abbiamo paura di vedere di vedere la Luce. Figlioli, non avete nulla da mangiare? Gli risposero: No. E la risposta più disperata che potevano dare dei pescatori; è la mia e la tua risposta in certi passaggi della vita. Sincera e disperata. Non abbiamo niente per noi e niente per nessun altro(anche se facciamo finta di averne ). Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete. Mi spieghi perché a questo punto della vita io e te dovremmo ancora trovare la voglia e il coraggio di gettare le reti? Dai, dimmelo tu perché dovremmo ancora spingerci oltre e gettare le reti? Sai, cè quella Croce sul Golgota e quel Sepolcro vuoto che ci hanno lasciato una piccola speranza; come una luce piccolissima in fondo ad una galleria lunga e buia Dio che non ti ha dimenticato. Allora tu che fai? Le getti ancora le tue reti? Percorri questa strada diversa che non segue più le regole del buon senso umano? E sì, dopo una notte infruttuosa di lavoro, di speranze beffeggiate, gettare ancora le reti significa percorrere una strada nuova: La strada della Fede, senza nessun appiglio umano! Quel mare infruttuoso della vita ci ha portato a dover fare una scelta: Gettare o non gettare. Ci sarebbe piaciuta come al solito un via di mezzo Ma non si può, non cè! Sto pensando alla tua malattia che ti costringe ad andare dove lei vuole; al tuo essere abbandonata da tuo marito; al tuo essere usato e gettato via come un panno immondo; sto pensando alle mani che i tuoi figli ti mettono addosso; sto pensando alla tua vita che passerai in carcere; sto pensando alla morte di tuo figlio; sto pensando alle tue fitte tenebre della depressione che al mattino ti fanno dire quando sarà sera e alla sera quando sarà mattino; sto pensando a te e ai bambini a cui hai strappato linnocenza e la vita per sempre; sto pensando alla sorgente inesauribile di lacrime silenziose che è la tua anima; sto pensando che scrivere questo commento è difficile anche per me Quando gli anni passano e cominciano a piegarti la schiena capisci che, per quel mare infruttuoso della tua vita, devi benedire il Signore. Che in questo mare infruttuoso cè lAmore di Dio per te, è il luogo dellincontro. Forse è lultima rete della nostra vita, che ne sappiamo noi La gettarono e non potevano più tirarla su per la grande quantità di pesci. Un grido, una Luce nella nostra vita: E il Signore! Cè da gettarsi nel mare della vita. Non serve tanto girarsi indietro e adorare questo bambino con il volto di vecchio che è il rimpianto della nostra vita andata. Sì, ti devi buttare nella vita che hai davanti, di nuovo: Simon Pietro appena udì che era il Signore, si gettò in mare E là che devi incontrarLo, proprio in quella malattia, in quella morte, in quella sofferenza; devi attraversarla per incontrarLo. Là Gesù si siede accanto a te e si dona a te Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro . Cosa mai ti ricordano queste Parole? Lui che si dona a noi nellEucarestia. Cristo che ci accoglie, diventiamo parte di Lui. E poi nasce quel dialogo meraviglioso con Pietro che è anche il nostro dialogo intimo con Cristo. Simone, figlio di Giovanni, mi ami? Lo chiama per nome Angela, Raffaele, Antonietta, Maurizio, Rosangela, Silvia, Gianni, Michele , mi ami? Caro fratello, anche se siamo carichi di tutte le nostre miserie umane, per portare Cristo al mondo è necessario amare Cristo al di sopra di tutto e di tutti; anche al di sopra di noi stessi. E la condizione fondamentale. Cè un ministero che ti attende a prescindere se sei un Ordinato(magari un po disordinato) o, come va tanto di moda dire oggi, un laico. Non si tratta di una serie di cose da fare, miracoli da compiere o altro, si tratta di cuore : LAmore di Cristo che hai nel cuore. Lasciamoci riempire le nostre reti vuote da Gesù, facciamo entrare Gesù nella nostro quotidiano, qualsiasi esso sia. Per dirla alla don Tonino Bello, mi sa che dobbiamo andare a riprendere la Croce che con tanta cura abbiamo nascosto, magari dietro qualche lucidata porta della nostra vita o della nostra parrocchia Che facciamo le rigettiamo queste reti della vita nostra? Un servo inutile
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