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"La famiglia, dono
e impegno, speranza dell'umanità" La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II |
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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano |
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Domenica
14 Agosto 20° domenica del T.O. Anno A - SEGNALI DI VITA Il Vangelo di questa ventesima domenica del tempo ordinario è straordinariamente attuale: Ci ammaestra sul nostro comportamento verso coloro che non appartengono alla nostra religione! Nel Vangelo Gesù è in cammino (e quando mai ) e si dirige verso una zona pagana . Già questo dovrebbe farci suonare qualche campanellino nel cuore: Gesù (che significa Dio salva) dirigendosi verso i pagani, ci fa intendere che la Sua salvezza è per tutti i popoli, anche per quelli che non Lo conoscono! Latteggiamento di Cristo subito viene ad interrogarci: Noi cristiani come la pensiamo? Come ci comportiamo verso coloro che non hanno il nostro credo? In queste ultime settimane, purtroppo, le cronache italiane sono state piene di fatti tragici che ci hanno indotto a riflettere e a volte a rivedere i nostri comportamenti verso quelli di fuori, popoli lontani che sono in fuga dai loro paesi. Qualcuno potrebbe dire che la comunità internazionale in questi mesi è preoccupata per un fatto molto più importante: La crisi economica. Cari fratelli o semplicemente cari coabitanti della terra, non cè nulla di più importante della vita umana, fosse anche solo una vita umana questa è più importante di ogni crisi economica innestata sempre dallavidità di esseri che si coalizzano per sfruttare meglio il prossimo. Chissà perché nessuno mai ci dice o ci parla con chiarezza delle motivazioni che innescano e fanno crescere a dismisura e ripetere nel tempo le nostre crisi economiche Su cosa è diventata la nostra società che mette le sue fondamenta nella finanza e nel mercato. Quanti interrogativi ci affollano la mente e quanto sono silenziose le voci cristalline nelle nostre realtà quotidiane. Noi cristiani dobbiamo dire la Verità, sempre, senza timore, anche quando questa cozza contro grandi interessi o anche contro il nostro modo di vivere! Di fronte ai veri drammi che stiamo vivendo spesso la risposta la lasciamo dare alla nostra economia o alla politica e se ne sentono poi di belle, le proposte vergognose sono della seriecome allontanare i topi da casa! Vi riporto qualche piccolo e sgradevoleesempio: Li spremiamo ben bene e poi ce ne laviamo le mani ; chiudiamo le nostre porte dingresso ; ne facciamo un pacchetto e li rimandiamo tutti al mittente Ve lo avevo detto che dovremmo semplicemente vergognarci. Il cristiano ha ben altre risposte, partendo da un altro presupposto: Anche se vengono da lontano, in Cristo sono nostri fratelli a cui dobbiamo provvedere! Trovare la giusta Via è qualcosa di tremendamente serio e vitale per il futuro dellumanità. Vediamo un po. A leggere il Vangelo, nei primi versetti, sembra che Gesù non sia interessato al grido della cananea, anzi: Ma Egli non gli rivolse neppure la parola. Anche i discepoli, pure infastiditi, si rivolgono a Gesù esortandolo ad esaudire la donna. Ma Gesù insiste nel suo atteggiamento di chiusura verso questa donna disperata per la grave malattia della figlia. Addirittura Gesù rivolge alla donna una frase che avrebbe spezzato le gambe ad ognuno di noi: Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa dIsraele e continua Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini. Gli Ebrei del tempo di Gesù, infatti, chiamavano cani i popoli pagani. Da questa risposta provocatoria nasce una delle più belle professioni di Fede dei Vangeli, la donna per niente insuperbita, ma con tutta umiltà rispose: ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dai tavoli dei loro padroni Gesù si comporta come un cercatore di Fede pieno di passione, pronto a saper stimolare luomo per cogliere il meglio di lui. Come un cercatore doro setaccia la terra, la osserva con cura, in cerca del metallo prezioso; Così Cristo setaccia luomo per incontrare la Fede. Allora Gesù rispose: Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri. Sai una cosa? La donna cananea è immagine della nostra Chiesa, che proviene dal paganesimo: Noi cristiani, partecipiamo alla promessa di Abramo mediante la fede. Non te lo aspettavi che i cani potessimo essere noi cristiani ! Ed invece è proprio così. Il Vangelo odierno ci dice una cosa enorme, ecumenica, che non riusciremmo a contenere in nessun Tempio, che abbatte ogni barriera: Cristo è venuto per tutta lumanità! Cristo, il Figlio di Dio è morto per salvare tutta lumanità. Ti faccio una domanda semplice semplice: Da che cosa deriva cristiano? Facile, da Cristo, che domanda! Se cristiano viene da Cristo noi, in quanto cristiani, siamo chiamati ad agire come Gesù! Alla domanda della cananea Cristo risponde con un gesto damore e di salvezza. Anche noi cristiani siamo chiamati al dialogo, alla missionarietà dellAmore. Sempre nella fedeltà al messaggio di Gesù, il cristiano va incontro al lontano, lo ospita, lo accoglie, lo riveste dandogli la dignità (che gli spetta) del fratello, paga anche il conto per lui. Cari fratelli, è una visione della vita totalmente diversa da quella del mondo e di tante altre ideologie. Il mondo, lumanità, visti da un trono particolare: La Croce! In questo noi cristiani, e lasciatemi aggiungere anche la nazionalità italiani, dobbiamo essere trainanti anche nei consessi internazionali perché noi per primi ci portiamo una recente storia addosso in cui siamo stati quei lontani, non accolti Ecco, ora prendetemi pure a pomodori in faccia, in fondo lo merito ma non potevo tacere!!! Il raccontino cè, cerca di capire il senso Un ragno, di bel mattino, era sceso da un ramo fiorito e si era imbattuto in una folta siepe: gli era parso il luogo ideale per tessere una magnifica tela con l'abituale precisione. Lavo¬rò sodo, e verso mezzogiorno la sua tela era finita. Esaminò la tensione dei fili, il ricamo degli appigli, l'elasticità degli in¬croci, insomma, verificò tutto per benino. A un tratto si trovò fra le zampette un filo asimmetrico che saliva verso l'alto: che ci stava a fare quel filo senza senso, così diverso da tutti gli altri, che non aveva alcuna rela¬zione con la simmetria della sua tela? Detto fatto, zac, tagliò con un colpo netto quell'inutile cosa. E subito tutta la tela cadde afflosciandosi nel fango e riducendosi a un povero gru¬mo biancastro. Perché il filo tagliato era proprio quello da cui era disceso al mattino, e che reggeva il piccolo capolavoro sulla siepe... A volte sai le persone che ci sembrano così diverse, così inutili, così lontane da noi portano in sé qualcosa di importante per noi, una ricchezza che ci rende Divini. Un servo inutile
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