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"La famiglia, dono
e impegno, speranza dell'umanità" La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II |
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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano |
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Domenica
10 luglio 2011 - XV domenica del Tempo ordinario. Letture: Is 55,10-11; Rm 8,18-23; Mt 13,1-23. FIELDS OF GOLD (CAMPI DORO IL CRISTIANO CON IL SEME DI GESU) Gesù in riva al mare, per incontrarci. Pensate un po, lultimo dei nostri pensieri quando siamo al mare, fra costumi, costumini e la signora dellombrellone di fianco e Gesù Lui invece si reca al mare per incontrarci, per parlarci. Già questo primo aspetto viene ad ammaestrarci: anche in vacanza il nostro cuore ha bisogno di incontrarsi con Gesù. Quindi, per prima cosa, non mandiamo in vacanza il nostro essere cristiani; anche il nostro incontro domenicale con lEucarestia, vi pare? Peraltro, i Vangeli che incontreremo in queste Domeniche destate sono tutti belli, tosti tosti, poco da pinne, fucile ed occhiali . Questa Domenica Gesù ci parla del seminatore, del seme e del terreno. Sapete, il seminatore getta il suo seme senza guardare dove va a finire. Sembrerebbe un seminatore un po distratto! Quando mai si getta il seme sulla strada o sui sassi o sulle spine? Il seme è qualcosa di prezioso, non va gettato dove sicuramente non può portare frutto. Eppure Dio la pensa diversamente. Il seme, che è la Parola di Dio, viene donato anche a coloro che umanamente vengono definiti delle pecore nere o delle mele marce. Dio dona a tutti gli uomini lopportunità di portare frutti, di cambiar vita, di abbandonare il peccato. Dio è così innamorato dellumanità che continua a donare la Sua Grazia a tutti gli uomini: Dio crede nelluomo! Qualcuno di noi potrebbe ben dire: io non sono strada, non sono il terreno sassoso, non sono spinoso; sono un terreno buono, fertile, sono un cristiano! Sei il terreno fertile? Vuoi sapere se davvero sei il terreno fertile? IL FRUTTO, LA TERRA BUONA PORTA IL FRUTTO. Unaltra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta. Chi ha orecchi intenda. Ora, da buon cristiano, dirai: Io non ci faccio caso al frutto, sono un cristiano umile, non guardo al frutto che porto, potrei insuperbirmi .. Caro fratello, anche se sei un cristiano umile i frutti si vedono, te ne rendi conto se ci sono. Guardati intorno, il tuo corpo, la tua famiglia, il condominio dove abiti, gli amici, la parrocchia, il denaro. Guarda e osserva attentamente il tuo modo di rapportarti con queste tue realtà di tutti i giorni e non pensare che essere cristiani consista solamente nel frequentare il tempio. Se ci ritrovi la pulizia e la fedeltà, il perdono, lascoltare, il non giudicare, il donare il tuo, allora porti frutto. Se non ritrovi nulla di tutto questo sei sicuramente un meraviglioso albero pieno di foglie, che da lontano fa pure un belleffetto ma, quando qualcuno si avvicina alla ricerca dei tuoi frutti trova solo fogliame e nullaltro. Cè per il cristiano un grande pericolo. A volte, sai, può capitare che diveniamo, come ci dice il Vangelo di questa Domenica Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca Il primo grande vero male per noi è quello di diventare insensibili, di non riconoscersi bisognosi di guarigione, di conversione, di sentirci buonini e che in fondo Cristo è venuto per ben altri peccatori. Questo tarlo malefico può cogliere i più vicini , quelli che conoscono a memoria, quelli che vivono nel tempio Un cristiano così lo potremmo definire cristiano della domenica anzi, per rimanere in argomento vacanziero, un cristiano da .. spiaggia! Amico mio non importa se porti frutto al cento, al sessanta, al trenta ..: E fondamentale che al passaggio di Gesù nella nostra vita ci sia qualche frutto di vita eterna: Sai Lui se laspetta, è fiducioso, è affamato dei nostri frutti! servo inutile
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