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"La famiglia, dono
e impegno, speranza dell'umanità" La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II |
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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano |
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Domenica
7 agosto 2011, 19ª Domenica del Tempo ordinario. Letture: 1Re 19,9°.11-13°; Rm 9,1-5; Mt 14,22-33. PUT YOUR HEAD ON MY SHOULDER (APPOGGIA LA TUA TESTA SULLA MIA SPALLA) Abbiamo lasciato Gesù in una situazione di vita abbastanza gioiosa: la moltiplicazione dei pani. Questa settimana lo ritroviamo in una situazione un po complicata: I discepoli su una barca in mezzo al mare in tempesta e Gesù che è assente .: Si era ritirato a pregare. Sarebbe bello se noi cristiani conoscessimo bene i simbolismi usati nel Vangelo, per capire appieno il messaggio che Cristo vuole donarci; scopriremmo un tesoro inesauribile damore. In questo Vangelo gli apostoli sulla barca rappresentano la Chiesa; Il mare agitato e le onde rappresentano le difficoltà della vita, le difficoltà che si incontrano navigando in questo mondo. Già potremmo trovare delle dritte per attualizzare questo Vangelo alla nostra vita: Quante volte noi cristiani siamo sballottati dalle difficoltà della vita? Quante volte nella nostra vita ci siamo sentiti persi(magari anche oggi proviamo questa amara sensazione )? E Dio dovera? Già, chissà quante volte dai nostri cuori è salita a Dio questa protesta: Ma dove sei ora che sto soffrendo? Non vedi? Non ti curi di me? Troppo impegnato, in tuttaltre faccende affaccendato? Questo nostro dire potrebbe sembrarci una bestemmia ma è una preghiera, una preghiera che Dio ascolta, non lasciatevi terrorizzare da sterili predicatori che del Cuore di Dio non capiscono proprio un bel nulla. Quando sei sulla barca in mezzo al mare o affondi o raggiungi la terra ..! Sembrerebbe un Vangelo a lieto fine, in realtà è una provocazione forte per i discepoli, una provocazione per tutti noi oggi. Sì, una provocazione che viene ad interrogarci sulla nostra Fede. Le prime parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli in difficoltà sono: Coraggio, sono io, non abbiate paura. Ma tu guarda, Gesù che, in questo momento preciso, rivolge anche a te le stesse parole: Coraggio, sono io ., non avere paura . Sembra che Gesù abbia un appuntamento con gli apostoli; Sembra che Gesù abbia un appuntamento con ognuno di noi ed arriva al momento giusto, quando stiamo per affondare Pietro, sempre lui, vedendo Gesù camminare sulle acque gli dice: Signore, se sei tu comanda che io venga sulle acque. Già, chissà quante volte, come Pietro, anche noi abbiamo chiesto a Dio di camminare sulle acque e, facendolo, abbiamo provato lamara sensazione di annegare. Proprio in questi giorni un mio caro amico è riuscito a salvarsi da un annegamento, è stato molto male ricoverato in rianimazione per alcuni giorni. Appena ho potuto gli ho chiesto se si sentiva di raccontarmi la sua esperienza. Mi ha descritto una grande sensazione di impotenza di fronte a delle onde che lo risucchiavano in un vortice e il suo sterile lottare per uscire fuori da questo vortice. Poi il sentirsi immerso in un una pace totale e lascoltare delle voci lontane con le quali non riusciva ad interagire. Ed il suo lento ritorno alla vita descrittomi dalla moglie in un modo delicato e meraviglioso, il vedere da dietro la vetrata in ospedale una lacrima che scorreva sul volto del suo Andrea. Chissà quante volte anche noi abbiamo lottato nella nostra vita per uscire da una situazione che ci sovrastava, ci toglieva il respiro; Chissà quante volte abbiamo chiesto a Dio aiuto e poi abbiamo continuato a fare di testa nostra, con le nostre forze e siamo affondati alla grande! E appunto lesperienza di San Pietro che inizia a camminare sulla morte e, a causa della sua poca fede, inizia a sprofondare. Fratello carissimo, le parole che Gesù rivolge a Pietro vengono rivolte anche a noi oggi: Uomo di poca fede, perché hai dubitato? Qualsiasi momento di difficoltà tu stia vivendo, Cristo ti viene incontro e ti tende la mano! Linganno del demonio è farti sentire che Dio ti ha abbandonato, invece Dio ti è accanto, sulla tua croce e ti tende la mano. Appena Cristo salì sulla barca il vento cessò Permetti a Gesù di salire sulla tua barca, sulla tua barca che fa acqua da tutte le parti e che sta affondando; Permetti a Dio di lavorare nella tua vita, di entrare nei fatti tuoi, quelli dove tu pensi che Dio centri poco ! Vedrai che la tempesta si fermerà e tu farai la stessa esperienza degli apostoli che, gettandosi ai piedi di Gesù, esclamarono: Tu sei veramente il Figlio di Dio. Bè, la domanda nasce spontanea: come stiamo a Fede? Ad averne anche un pochino pochino faremmo cose grandi ..! Già, ma la Fede dove possiamo trovarla? Come possederla? Non voglio risponderti, ti dono un raccontino piccolino, vediamo se capisci .! Un giovane che voleva specializzarsi nella conoscenza delle diverse qualità della giada si presentò ad un maestro e lo pregò di istruirlo. Il Maestro gli pose in mano una giada raccomandandogli di stringerla forte, mentre gli parlava molto superficialmente delle duecento specie di giada verde e delle duecento di giada gialla; poi si mise a chiacchierare del tempo, delle donne, della vita. Dopo un quarto d'ora di conversazione, lo mandò a casa e gli disse di ritornare il giorno dopo. Il giovane ritornò e il maestro riprese a conversare con lui che teneva sempre stretta in mano una giada. Così andarono avanti per molto tempo. Lallievo era troppo educato per protestare; d'al¬tra parte una vera e propria lezione approfondita sui diversi tipi di giada non veniva mai. Finché un mattino, quando s'iniziò l'ennesima conversazione sul tempo, le donne e la vita, l'al¬lievo interruppe il maestro dicendo: Ma questa che mi hai messo in mano, non è una giada. Ecco, ribatté il maestro: Ora sei anche tu un conoscitore di giade... Dio ci ama, attraverso la Sua Chiesa. Le esperienze di Dio, il contatto con Dio, lAmore di Dio Ci rendono uomini veri, coraggiosi in ogni mare della vita. Ognuno di noi si trova quotidianamente in una barca in mezzo alle acque agitate ed il vento contrario Può essere la barca del nostro matrimonio (magari stiamo già gonfiando il nostro salvagente per saltare fuori da questa barca e scegliere unaltra donna o un altro uomo ) può essere il mare del nostro posto di lavoro dove stai ricevendo sputi ingiusti sul tuo volto onesto; può essere il mare del nostro condominio; può essere il mare di una malattia che affrontiamo; può essere il mare immenso della solitudine dove vieni relegato dopo che ti hanno spremuto e gettato via come un limone inservibile Su coraggio, lascia perdere barche di salvataggio umane e impotenti salvagente; che aspetti cè la Sua Mano tesa, che aspetti, afferrala un servo inutile
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