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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano |
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Domenica
6 Giugno 2010 SS. Corpo e Sangue (s) (C) di Cristo LETTURE: Gn 14, 18-20; Sal 109; 1 Cor 11, 23-26; Lc 9, 11-17 E SE DAVVERO TU VUOI VIVERE UNA VITA LUMINOSA Ci sono delle folle che hanno bisogno di cure Quante volte anche noi ci siamo sentiti far parte di questa umanità. Feriti nellanima e nel corpo dalle vicende della vita. Sebbene per noi possa essere tutto abbastanza chiaro nellindividuare chi sono coloro che hanno bisogno di aiuto, di attenzione e di cure e chi invece deve essere tenuto a parte perché carnefice; Sebbene noi stessi dettiamo i tempi e le modalità di questo elargire cure Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta. Per Cristo non è così: In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure. Decisamente non è una scelta basata su criteri umani; cè una accoglienza da parte di Dio, verso lumanità che ha bisogno di cure. Che bello avere questa certezza di sentirsi accolti da Dio. No, non una mera accoglienza di facciata, un dovere istituzionale da parte di un dio che è al di sopra delle parti e che non si sporca con delle misere creature Noi cristiani dobbiamo capire bene in che cosa consiste questa accoglienza di Cristo alle folle; è necessario per capire il valore della nostra esistenza e anche per capire il valore dellesistenza del nostro prossimo. Cè un giorno che inizia a declinare per ogni essere umano; ci sono i giorni delle tenebre che avanzano, che ci mettono paura, instabilità di vita. Sono delle tenebre che possono essere legate ad uno stato di sofferenza fisica o anche morale. Quanti dubbi che si presentano e a volte ci sommergono in certe nostre stagioni. Dubbi di fede, dubbi sullamore , dubbi sul senso della vita Che situazione ridicola; di fronte a queste tenebre che avanzano i discepoli consigliano a Gesù di licenziare la folla, di allontanarli! La motivazione di questo allontanamento è affinché possano trovare riposo e ristoro in villaggi e campagne. Strappare lAmata dal cuore dellAmato. Si può mai strappare dal cuore di Cristo luomo? Forse questi discepoli, ancora in cammino alla sequela del Maestro, lo hanno pensato; sì, decisamente hanno pensato che Cristo potesse abbandonare le Sue creature. Quante volte abbiamo anche noi pensato di circoscrivere in determinati contesti lAmore di Dio. Cè una donazione che è proprio del cristiano che va oltre ogni limite umano. Che scava e abbatte lindifferenza del cuore umano. Cè un donarsi che diventa il segno della presenza di Dio in mezzo a noi Chiesa. Laddove il ragionamento umano pone dei limiti di opportunità umana Cristo li abbatte. LAmore di Dio vaoltre ogni misura umana. Il Vangelo di questa Domenica viene a dirci con molta semplicità che il cristiano è luomo della donazione. Donazione da ricevere da Dio e da riportare al prossimo. Cristo che nasce in una mangiatoia si offre a tutta lumanità. Nei nostri deserti della vita, Cristo è il nostro Cibo. Quanto sono amari certi giorni della nostra esistenza; quanto si acuisce questa amarezza quando ci sentiamo scaricati dai nostri amici; quanto è amaro sentirsi scaricati dai nostri colleghi dufficio quanto è amaro sentirsi scaricati dai propri confratelli di cammino; quanto è amaro sentirsi scaricati da quelle persone a cui abbiamo fatto del bene è amaro accorgersi di essere scaricati perché il limone della nostra vita è stato spremuto fino in fondo e non servi più come la folla congedata del Vangelo odierno. Eppure questi percorsi amari diventano un luogo privilegiato da Cristo per accoglierci e donarsi. La Bibbia è colma di situazioni in cui, lumanità che è in noi, ci consiglia di lasciar perdere. Anche la storia di Abramo era giunta ad un capolinea Anche i figli di Giacobbe ricevono il grano dal fratello Giuseppe che avevano venduto ; Anche noi in Cristo, che tradiamo e vendiamo ogni istante con il peccato, riceviamo il Pane di Vita. Cè un incontro con la vita che avviene in situazioni inimmaginabili e attraverso canali spesso considerati umanamente inadeguati ma ma che Dio ha scelto. Gesù disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare». Sentite questa, la Chiesa è chiamata ad essere strumento di questo passaggio dAmore. I discepoli di Cristo non capiscono subito che il mangiare è legato alla donazione. Il momento descritto nel Vangelo ci riporta dei discepoli che fanno dei calcoli sulla possibilità di poter sfamare tanta gente con cinque pani e due pesci Decisamente insufficiente! Non conoscono ancora Cristo Pane di Vita! Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Facci caso, sono i verbi della Consacrazione Eucaristica. Cristo si fa Pane nella Sua Parola e nellEucarestia. Dio si fa alimento per le Sue creature, senza calcoli; Dio si dona Tutto. Ed è un Pane che basta non solo per quelle folle ma ne avanzano dodici ceste, una per ogni tribù e per ogni tempo. Pane da donare. Ecco la Chiesa nella Sua missione: Portare al mondo Cristo cibo per la vita eterna. E mentre provvede a questo compito Lei stessa si sazia. Ogni cristiano è chiamato a cibarsi di Cristo Parola e di Cristo Eucaristia e di diventare lui stesso servo del Maestro nella donazione. La festa del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo è la festa della Donazione di Dio agli uomini; di Dio che si serve della Chiesa per saziare lumanità. Noi siamo chiamati a chiederci se viviamo la donazione di Dio donandoci noi stessi al servizio verso queste folle di una umanità persa nel deserto del mondo, o se cerchiamo una donazione che diventi per noi un arricchimento personale di vanagloria. Come si fa a capirlo? Portare Cristo al prossimo significa scendere, condividere le miserie del prossimo. Se non ti sei mai sporcato le mani in mezzo alla gente, se non hai sentito il puzzo del sudore del prossimo, se non hai mai raccolto lacrime del prossimo, se tu stesso non hai pianto con il prossimo hai solo servito te stesso e non Cristo. Lo avrai capito, non cè da sistemare conti o bilanci o preparare una finanziaria della tua vita cè solo che dobbiamo decidere chi seguire nella nostra vita, non si possono servire due padroni. Scegliamo Cristo con la vita. Semplicemente un servo inutile
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