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"La famiglia, dono
e impegno, speranza dell'umanità" La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II |
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Narrare la fede ai figli Essere Genitori a cura di Don Michele Cuttano |
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Domenica 12
agosto 2012, 19ª domenica del Tempo ordinario. Letture: 1 Re 19,4-8; Ef 4,30-5,2; Gv 6,41-51. VOGLIO VIVERE COSI Quando noi pensiamo a Dio ce lo immaginiamo lontano, inavvicinabile fisicamente, che mette una distanza enorme ed incolmabile fra lui e le sue creature Tutte le religioni del mondo hanno questo brutto pensiero nei confronti di Dio. Forse anche noi cristiani pensiamo a Dio in questa maniera? Se lo sentiamo lontano è perché non Lo conosciamo! Perché Gesù viene a dirci che Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo Dio, in Cristo, si è fatto compagno di viaggio, fratello per ogni essere vivente e addirittura Pane! E quando parliamo di Gesù Pane noi pensiamo subito allEucarestia. E allora dobbiamo subito chiederci che rapporto abbiamo noi con lEucarestia? E un incontro di gioia con Cristo o è un incontro che subiamo come unabitudine settimanale? Diciamo subito che Gesù è felice nellincontrarci! Se andiamo a leggere i Vangeli ci presentano proprio Gesù che non si tira mai indietro nellincontrare luomo. Questa vicinanza di Dio non nasce da un nostro merito ma è proprio Dio che vuole così Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Dio attira luomo per donargli la vita che non termina mai. Ecco, ricevere Gesù nellEucarestia significa proprio entrare nella vita eterna, già su questa terra. E Dio non fa differenza di uomini, lui cerca tutti gli esseri della terra. Se noi crediamo in Cristo vivere lEucarestia diventa un modo per unirci totalmente a Gesù, vivere come Lui e con Lui. Tutti i giorni, nei nostri quotidiani incontriamo barriere, divisioni, discordie, sentiamo di guerre, di violenze Il cristiano nel mondo è segno di comunione. Il primo luogo in cui vivere la comunione è la famiglia. Spesso la famiglia viene considerato un albergo, un luogo dove mangiare e dormire e dove non abbiamo nessun altro impegno. Ci sbagliamo! Anche voi ragazzi avete un compito fondamentale nella famiglia! Se siamo di Cristo nella famiglia allora possiamo pensare di essere di Cristo anche nel mondo. E Cristo si fa pane E anche noi siamo chiamati a farci pane per il mondo. Farsi pane per il mondo significa donarsi al prossimo e non arraffare. Farsi pane per il mondo significa vivere Cristo e non seguire gli idoli di questo mondo. Concretamente per noi significa rinunciare a tutte quelle opere che generano la morte, mostrare al mondo, ai nostri amici, che si può essere felici e divertirsi non solo riempiendo la nostra vita di sballi. La felicità che il mondo ci propone è una fuga dalla realtà attraverso luso di alcol e di altre sostanze, un arraffare tutto quello che ci circonda. Così allinizio pensiamo di diventare padroni ma nel giro di poco tempo ci rendiamo conto di diventare schiavi di questo o di quellaltro e non ci basta più niente! Cristo ci mostra la vera via della felicità: la donazione. Il mondo ci mostra che il cristiano è un perdente, uno che non vince mai Ma chiedete un po ai Vostri genitori quello che sono riusciti a fare certi cristiani, tipo Giovanni Paolo II, Madre Teresa di Calcutta Laddove guerre ed eserciti umani non sono riusciti ad abbattere muri e divisioni Cristo ha vinto! Anche noi in Cristo, nellEucarestia, ci facciamo pane per la vita del mondo. semplicemente un servo inutile |
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