CRISTO SPEZZA IL PANE CON
NOI
Se il sacramento è un «evento», è
perché è uno spazio di grazia in cui il Signore
si rende misteriosamente presente in mezzo ai
suoi. È un appuntamento salvifico. (...) Il pane
e il vino non diventano presenza inerte del suo
Corpo e del suo Sangue, quasi fossero «cose»
poste lì davanti a noi. È il Risorto vivente
che viene a visitare i suoi, così come è
apparso agli Apostoli dopo la risurrezione per
confermare la loro fede pasquale. I sacramenti
sono lequivalente di quelle «apparizioni»:
con una sola differenza, che loro lhan
visto sensibilmente, noi invece solo con gli
occhi della fede.
Si rende presente non solo con la sua persona, ma
con tutto il suo Mistero. Se ci invita al
Banchetto, è per donarsi a noi come «corpo-dato»
e «sangue-versato». (...)
È venuto infine il momento di accostarci a
questa mensa degna di infinita venerazione...
Davanti a voi è il Cristo. È Lui stesso che
prepara oggi il banchetto come laveva
preparato nella Santa Cena di quella sera. Non è
un uomo che può trasformare i doni nel Corpo e
Sangue di Cristo, ma questo stesso Cristo che fu
crocifisso per noi.
(...)
Difficile commentare parole così belle. Dirò
solo che Cristo, Signore del tempo e della storia..,
in forza della sua glorificazione pasquale,
presiede in modo realissimo, anche se invisibile,
la nostra Eucaristia.
Spezza qui, insieme con noi, che ha voluto
chiamare amici e fratelli, il Pane della vita
nuova. E così la sua Cena proprio quella,
non unaltra, lunica Eucaristia posta
al centro della storia è qui sotto i
nostri occhi: ci raggiunge e ci investe della sua
forza salvifica. Perché essa altro non è che
presenza del fatto storico della sua Morte e
Risurrezione che è la sorgente unica «di ogni
grazia e benedizione del cielo», come si dice
nel «Supplices» del Canone Romano.
MARIANO MAGRASSI in Ilfuoco dello Spirito
nel calice, La Scala 1984, pp. 20-22
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