LEUCARISTIA, UNIONE
AL RISORTO CHE CI RISUSCITA
A coloro che riducono lEucaristia
a un pasto fraterno bisogna dire che questo
alimento, anche se condiviso amorosamente, non
impedirà loro di morire. LEucaristia è
anzitutto lunione al Risorto che ci
risuscita, il pane celeste che ci comunica, sin
da quaggiù, la vita eterna. Proprio per questo
è anche lunico pasto totalmente fraterno,
anzi più che fraterno, poiché il Cristo ci fa
«membri gli uni degli altri», ci identifica
nella sua carne. (...)
LEucaristia protegge il mondo, e già,
segretamente, lo illumina. Luomo vi ritrova
la sua filiazione perduta, attinge la propria
vita in quella del Cristo, lamico fedele
che spartisce con lui il pane della necessità e
il vino della festività. E il pane è il suo
corpo, e il vino è il suo sangue; e in questa
unità più niente ci separa da niente e da
nessuno.
Che cosa può esservi di più grande? È la gioia
di Pasqua, la gioia della trasfigurazione
delluniverso. E noi riceviamo questa gioia
nella comunione di tutti i nostri fratelli, vivi
e morti, nella comunione dei santi e nella
tenerezza della Madre. Allora più niente ci può
far paura. Abbiamo conosciuto lamore che
Dio ha per noi, siamo divenuti «dèis.
Ormai, tutto ha un senso. Tu, e tu ancora, hai un
senso. Tu non morirai. Coloro che ami, anche se
li credi morti, non moriranno. Tutto ciò che
vive, tutto ciò che è bello, sino allultimo
filo derba, persino quel breve momento in
cui hai sentito la vita palpitare nelle tue vene,
tutto sarà vivo, per sempre. Persino il dolore,
persino la morte hanno un senso, divengono i
sentieri della vita.
Tutto è già vivo. Perché Cristo è risorto.
Esiste quaggiù un luogo dove non vi è più
separazione, ma soltanto il grande amore, la
grande gioia. Quel luogo è il Calice, il Santo
Graal, nel cuore della Chiesa. E di lì, nel tuo
cuore.
ATENAGORA in Letture per ogni giorno, Elledici
1979, pp. 695-696
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