TRADITO... SI DONÒ
Lespressione «la notte in cui fu
tradito» evoca tutto il mistero della
«consegna». Ed è in quella notte che Gesù
compie il gesto di consegnarsi anticipatamente ai
fratelli, benedicendo il Padre per lora che
lattende: «Gesù prese il pane e,
pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede
ai discepoli dicendo: Prendete e mangiate:
questo è il mio corpo» (Mt 26,26). (...)
«Vi ho dato lesempio, perché come ho
fatto io, facciate anche voi» (Gv 13,15): anche
per noi lEucaristia deve essere un
consegnarsi nel servizio (cf Gv 13,14-17). Il
comando «Fate questo in memoria di me» non è
solo linvito ad una ripetizione rituale di
gesti e di parole, ma linvito a vivere lo
stesso contenuto vitale della sua «consegna».
(...)
Perché vai a Messa? Per consegnarti, per dare da
servo la tua vita a Dio e ai fratelli. Tutto
questo è impossibile alluomo; ma reso
possibile da Colui che si consegna come il Pane
di vita (cf Mc 10,27; Gv 6) e rigenera
luomo dallalto come figlio. Solo in
questa prospettiva lEucaristia non è
vissuta nellidolatria, nella ricerca
religiosa di se stessi. Come può esserci
sintonia e comunione con il Cristo, se nella
nostra vita non si paga nessun prezzo per il
Regno, se non sappiamo benedire Dio mentre stiamo
gemendo a causa dei fratelli? (...)
LEucaristia non è recitare, ma «fare» la
memoria della consegna del Cristo nella notte in
cui fu tradito. Se non sei ancora un consegnato
che accetta di consegnarsi nel nome del Signore,
alla sua Cena partecipa chiedendo la conversione
del cuore, perché lo Spirito ti prepari per
quellora nellobbedienza al Padre.
G. BOTTONI in «Testimoni del mondo»,
luglio 1982
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