LEUCARISTIA È IL
SACRAMENTO DEL SACRIFICIO DI CRISTO
Nei suoi gesti il pane spezzato
dato da mangiare, il calice offerto da bere
Gesù riassume il significato di tutta la
sua vita e morte. Con le parole rivolte ai
discepoli, Gesù manifesta loro questo
significato e li invita a diventarne
coscientemente partecipi.
Parole e gesti di Gesù nellultima cena
sono insieme una spiegazione linterpretazione
del senso della sua morte, come atto supremo
della sua vita e un dono. Un dono che
consentirà ai cristiani di tutte le generazioni
di partecipare personalmente, in tutti i luoghi e
i tempi in cui si diffonderà la fede,
allunico sacrificio di Cristo. Un dono che
permetterà a tutte le generazioni di credenti di
vivere come una realtà attuale, perennemente
presente, il dono di sé che Cristo ha compiuto
per noi, una volta per sempre, sulla croce. (...)
«Fate questo in memoria di me»: una parola che
agli orecchi degli apostoli (e degli Ebrei in
genere) aveva un suono molto più realistico e
concreto di quanto possa apparire a noi. Non si
tratta soltanto di «ricordarci» di Gesù Cristo,
di pensare a lui che è vissuto e morto venti
secoli fa. Si tratta piuttosto di compiere un
rito la cena del Signore,
lEucaristia che diventa per noi «il
memoriale della morte e risurrezione» di Gesù
Cristo (Preghiera eucaristica Il), «il memoriale
della nostra redenzione» (Preghiera eucaristica
IV), cioè un gesto attraverso il quale la nostra
vita presente viene raggiunta e coinvolta
direttamente nel fatto compiuto una volta per
sempre della morte e risurrezione di Gesù.
DOMENICO Mosso in Il sacrificio gradito a
Dio, Elledici 1981, pp. 37-39
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