LEUCARISTIA,
STRUMENTO DI CONVERSIONE
Papini ha narrato in «Poesia e Prosa»
questo apologo. Una sera mentre usciva di casa si
accorse di una rondine che cercava ansiosamente
il nido senza trovano. Fatti alcuni passi,
sincontra con un bimbo che strillava
perché aveva perduto la ruota del suo carrettino;
più in là una ragazza in lacrime dice
daver smarrito la più bella pecora del
gregge. « strano commenta lo scrittore
, oggi tutti hanno smarrito qualcosa». Ma
non è finita: simbatte in una mamma che si
dispera perché il suo bambino si è perso nel
bosco, poi cè un carrettiere cui è
fuggito il bel ciuco, cè un contadino che
attende la luna per poter ritrovare, al luccichio,
la propria falce smarrita nel pomeriggio. Infine
vede persino un vecchio che a carponi cerca la
chiave per ritornar in casa... Laiuta come
può e, quando il vecchio se nè andato,
egli si siede a guardar la luna che ora sè
alzata. E pensa: «Oggi fortunatamente io non ho
perso nulla: tutto a posto, tutto in casa...».
Ma a questo punto, ecco si accorge che lui pure
ha perso qualcosa, anzi fin dallinfanzia
qualcosa ha perso ogni giorno: il meglio di se
stesso, la gioia dellavventura, la fiducia
nellamore, speranza di ogni genere,
occasioni di far bene. E conclude: «Tutto è
perduto quando si fa sera».
LEucaristia presuppone ed attua una
conversione. È una chiamata alla conversione; un
impegno di conversione; uno strumento di
conversione. Allapice della celebrazione
sono infatti proclamate queste parole di Gesù:
«Questo è il calice del mio sangue... versato
per voi e per tutti in remissione dei peccati».
Listruzione «Eucharisticum Mysterium» del
1967 suggerisce:
«Ai fedeli si proponga lEucaristia anche
come rimedio che ci libera dalle colpe quotidiane
e ci preserva dai peccati mortali, indicando ad
essi il modo conveniente di trarre frutto dalle
parti penitenziali della liturgia della Messa» (n.
35).
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