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LANTERNA

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NELL’EUCARISTIA C’È LO STESSO GESÙ DEL PRESEPIO


San Francesco d’Assisi, tre anni prima della sua morte, ormai consumato nel fragile corpo, ma sempre più splendente d’amore nell’anima, aveva avuto una delle sue idee geniali, degne del Santo e del poeta.

Avvicinandosi il Natale del 1223, aveva voluto preparare un bel Presepio in un bosco vicino a Greggio. Giunta la notte santa, chiamava là frati e contadini e, davanti ai loro sguardi commossi, ripeteva appassionatamente il nome del nato Bambino, trascinando tutti nell’onda incontenibile del suo fervore.

Da allora, la mòda del presepio entrò e si diffuse in tutto il mondo. Si fanno presepi in umili case e in case patrizie, in grandi chiese e in piccole cappelle, negli ospizi e negli orfanotrofi. Davanti a questi presepi, i bimbi sgranano gli occhi e battono di meraviglia le mani. Gli adulti si fermano meditabondi a ricordare...

Così, al ritorno del Natale e del Presepio, io vi rivolgo una domanda: dite: che cosa capiterebbe se, almeno una volta all’anno, si rinnovasse a Betlemme la nascita del Bambino Gesù?

Io penso che tutto il mondo dei credenti correrebbe là. Ma se il Bambino Gesù, per accontentare i suoi poverelli, che non hanno denaro per il lungo viaggio, nel giorno di Natale ninascesse in tutte le Chiese del mondo, non è vero che a casa non rimarrebbe anima viva?

Orbene, state attenti a quello che vi dico: non soltanto in un unico luogo della terra, non soltanto una volta all’anno, ma ogni giorno, ogni ora, il vero Bambino Gesù, in carne ed ossa, rinasce e dimora, dovunque vi sia un altare sul quale il Sacerdote celebri la Santa Messa.

Ma chi ci pensa?



 

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