IL PRANZO DI BABETTE
In Danimarca, in un piccolo villaggio in
riva al mare, vivevano due signorine attempate,
Martina e Filippa, dedite alla preghiera e ad
onorare la memoria del pastore decano, loro padre.
La loro vita semplice e puritana venne interrotta
dallarrivo di una profuga francese mandata
da un amico lontano. La sua presenza si rivelò
da subito efficace e portatrice di benedizione.
Babette, senza alcun compenso, in cambio
dellospitalità le aiuta in casa. Un giorno
vince alla lotteria di Parigi una grossa somma di
denaro. Anziché tornarsene in Francia offre e
cucina un vero pranzo per festeggiare il
centenario della nascita del decano. Le due
sorelle, lusingate, vedono però il banchetto
come una minaccia alla loro vita tranquilla.
I dodici invitati arrivano e con loro un generale,
il quale capisce subito che quello sarebbe stato
un pranzo speciale. Aiutati dalla bontà del cibo,
dallatmosfera e dallamore con cui i
piatti erano stati cucinati da Babette, tutti
riscoprono il perdono, la pace e la speranza, e
diventano gioviali e felici. Mentre i ricordi
passati riaffiorano, arrivano le splendide
«cailles en sarcophage» (quaglie). Il generale
racconta di un ristorante a Parigi, dove cucinava
uno chef donna poi scomparsa, che riusciva con la
sua cucina sublime a trasformare un banchetto in
unavventura damore.
Attraverso Babette si manifesta una forza
salvifica che si riflette su tutta la comunità.
Colei che ha perso tutto può offrire una vita
abbondante: un banchetto. Esso include
lumile cocchiere e il ragazzo di cucina:
due personaggi che rappresentano i poveri e gli
esclusi e la loro gioia di degustare i cibi.
Essendo in cucina, sono loro i testimoni
dellopera di Babette. Lei nuovamente povera
rimane in Danimarca, ma, come dice il generale
durante il brindisi, a quel pranzo «rettitudine
e felicità si erano baciate».
da KAREN BLIXEN, Il pranzo di Babette,
Feltrinelli 1995; film di Gabriel Axel
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