LA VITA COME EUCARISTIA E
COMUNIONE
Per comprendere veramente lultima
cena bisogna vedere in essa il compimento di
questo grande movimento damore divino che
cominciò con la creazione del mondo e che in
quel momento stava per raggiungere la sua
pienezza nella morte e nella risurrezione di
Cristo.
«Dio è amore» (1 Cv 4,8). Il primo dono
dellamore fu la vita che era in origine
comunione in ogni senso della parola; per vivere
luomo doveva nutrirsi, mangiare e bere,
essere in comunione con questo mondo. Il mondo
era dunque lAmore Divino divenuto
nutrimento, divenuto Corpo delluomo. Essere
vivente, in comunione cioè con il mondo, luomo
doveva essere anche in comunione con Dio, con Dio
che è il fine e la sostanza della sua vita.
(...) Luomo riceveva da Dio il suo
nutrimento e trasformandolo nel suo corpo e nella
sua vita, faceva della vita del mondo una vita
con Dio e per Dio. Lamore di Dio aveva
fatto alluomo dono della vita ed ecco che
luomo nel suo amore verso il Creatore la
trasformava in comunione con lui: così avveniva
nel Paradiso in cui tutta la vita era una
Eucaristia. (...)
Con il peccato luomo ha perduto questa vita
eucaristica. Smise di guardare il mondo come
mezzo di comunicazione con Dio; non pensò più
la sua vita come Eucaristia, adorazione e lode ma
amò se stesso e il mondo per se stesso.
Stava per cominciare una nuova opera divina,
quella della redenzione e della salvezza, che si
sarebbe compiuta nel Cristo, il Figlio di Dio che,
per ridare alluomo la sua bontà originaria
e restituirgli la vita di comunione con Dio, si
fece Uomo, prese su di sé la nostra natura con
la sua sete e la sua fame, con il suo desiderio e
il suo amore della vita. In lui la Vita è stata
rivelata, donata, accettata, compiuta come una
perfetta Eucaristia e comunione con Dio.
AIEXANDER SCHMEMANN in Letture per ogni giorno,
Elledici 1979, pp. 699-701
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