INCARNAZIONE: COMUNIONE
PIENA CON LUMANITÀ
Ricordo che per fare la prima comunione
mi sono preparato un anno intero. È vero che
mentre mi preparavo alla prima comunione, cioè
frequentavo il catechismo, ero interessato a
molte altre cose:
preferivo gli intervalli delle lezioni che il
catechismo stesso. Probabilmente studiavo quelle
formule e precetti per ricevere in premio le
caramelline che ricordo ancora con simpatia.
Ma, pur con tutti questi corollari, mi sono
comunque preparato per fare la prima comunione.
Un particolare che mi umilia un poco,
oggi, è che del giorno della prima comunione non
ricordo la celebrazione in chiesa, ma il caffè e
latte con i biscotti che hanno servito a me e ai
compagni in sacrestia. In ogni caso, se la
memoria cosciente non ha registrato quel momento,
certamente io lho vissuto, e spero anche
intensamente.
Ma oggi, Signore, nella mia preghiera, lasciami
pensare allaltra faccia della medaglia.
Mi sono preparato un anno per fare la prima
comunione con il corpo, il sangue, lanima e
la divinità e tu ti sei preparato
uneternità per fare la tua prima comunione
con il corpo, il sangue, lanima e
lumanità.
Con la creazione, tu, o Trinità, hai preparato
il pane e il vino sullaltare della storia,
e con lincarnazione hai consacrato questi
stessi doni e hai detto: «Questo è il mio corpo,
questo è il mio sangue», e il Verbo si fece
carne.
È quello il giorno in cui tu, Figlio, hai
ricevuto il corpo, il sangue, lanima e
lumanità di un bambino e hai cominciato a
fare, nella storia, comunione piena con noi.
Così, noi carne e sangue di Dio, noi figli, noi
quarta dimensione della Trinità, noi umanità,
con lincarnazione siamo diventati il corpo,
il sangue, lanima della seconda persona
della Trinità.
RENATO Rosso in Nella grotta di Elio, Dehoniane
1995, pp. 49-50
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