Come spiegare
lesistenza di Dio?
Sono
sempre stata molto affezionata alla Chiesa, e ho
sempre partecipato con piacere a preghiere e
funzioni religiose, senza farmi troppe domande.
Adesso mia figlia,
che ha studiato più di me, mi critica dicendo
che la fede in Dio è solo un modo per soddisfare
un bisogno di consolazione, e che invece la
scienza può spiegare molto
meglio le cose senza bisogno di Dio. Cosa posso
risponderle? Io continuo a pensare che il mondo
non può essere nato per caso, e che Qualcuno che
ci ha creato e
che ci guarda e ci vuole bene ci deve essere per
forza, ma non riesco a spiegare meglio ciò che
penso.
Fausta Morbiducci
Risponde padre Athos Turchi, docente di filosofia
Il
problema posto dalla lettrice è: come spiegare
che Dio esiste? Ora se la sua intenzione è come
dare la fede in Dio, non saprei cosa rispondere,
se invece è dare delle ragioni per dire che un
Dio esiste, allora qualcosa si può argomentare.
Innanzi tutto è bene distinguere due livelli di
discussione: dove non si sente ragioni, e dove si
accetta di ragionare. Se il nostro interlocutore
posto di fronte al sole
ritiene di non vedere che buio, lasciamo perdere
le discussioni, non si approderà a niente. Nel
caso contrario, possiamo provare a discutere. La
fede è una particolare sensibilità al
significato delle correlazioni tra le cose e se
stessi che si stabiliscono in un luogo che si
chiama «mondo», e dove ciascuno di noi vive.
Intuizione che induce immediatamente a cogliere
il valore della propria persona che cozza col
tipo di esistenza mortale, che vive nel mondo, e
tale non senso viene compensato e sanato solo
dalla presenza di Dio creatore e provvidente.
Ecco il nocciolo del problema. Il mondo che
viviamo ha un senso o no? Se non ha senso come
dice la scienza, in effetti Dio non serve.
Faccio un esempio: Tizio è violinista, è per
strada, cade un vaso di fiori, e gli rompe
irrimedibilmente la mano. A Tizio gli crolla il
mondo addosso, la vita non ha più senso, si
chiede perché gli è accaduto quel dolore e
quella pena. Per la scienza tutto ciò è: un
oggetto contundente mobile per la legge della
gravità cade sopra un ente vivente, detto uomo,
che in ragione della sua corporeità subisce un
trauma osseo, guaribile in 30 giorni. Il dramma
di Tizio la scienza non lo vede e non gli
interessa, perché quel dramma è un fatto
privato, e suppone un ragionamento non
sperimentale ma sintentico che solo uno spirito
può fare.
La scienza spiega come le cose avvengono, ma
ritiene che non abbiano senso: accadono, ma non
per qualche significato ulteriore. La lettrice
deve portare la figlia a considerare il mondo e
la vita da un punto di vista superiore, dove
abita luomo: se luomo ha valore, se
ha una dignità, se ha diritto a dare un senso
alla propria
esistenza, allora queste cose richiedono un senso
da attuare nel mondo, che è poi da giustificare
in rapporto alla morte, lodio, il dolore,
il disprezzo, angoscie, paure, ecc. cose nelle
quali sincorre continuamente.
Che senso ha la vita umana e che senso le si può
dare se non esiste alcun significato nel mondo?
«La stessa cosa, in fondo, è ubriacarsi in
solitudine o guidare i popoli» dice Sartre.
Dunque perché affannarsi a vivere una vita
piuttosto che unaltra? Di più: se non
esistesse alcun senso, come faremmo a sapere che
non esiste senso alcuno? per dirlo necessito di
sapere di un qualche senso. Quante domande! Il
fatto che luomo, anzi io stesso mi pongo
tutte queste domande, significa che non sono un
pezzo dellevoluzione materiale alla quale
mi vorrebbe ridurre la scienza, sennò mi
muoverei come un vegetale. Se invece giudico e
manipolo il mondo materiale, significa che non ne
faccio completamente parte, anzi ne sono
differente, infatti lo giudico. E allora perché
ci sono, qualè il mio ruolo, quale il mio
compito?
La scienza mi dice come sono nato, ma non perché
sono nato, perché in Italia, perché ora e non
prima e non dopo? E a queste domande chi può
rispondere? I
genitori? Supponiamo che uno sia nato perché era
andata via la luce: sarebbe non un caso, ma uno
scherzo. Come si può pensare di vivere lo scacco,
linutilità, il
naufragio della vita (come dicono gli
esistenzialisti) solo perché i genitori non
sapevano che fare?! Così passiamo quasi tutta la
vita a cercar di dare un senso alla
nostra esistenza, e la morte ci dice che non
abbiamo senso alcuno, come afferma Emanuele
Severino: chi viene dal nulla e va al nulla è
niente. Ma per quale colpo di
pazzia saremmo così masochisti da intestardirci
a cercare un senso al nostro vivere, quando
sarebbe evidente (secondo gli scienziati) che non
vi è alcun senso? In altri termini, tutta la
storia umana dove gli uomini si sono scannati
nelle forme più atroci in ragione di tante
religioni, ideologie, valori,
per la
scienza lo avrebbero fatto tanto per passare il
tempo, per ingannare lattesa di morire. Si
può discutere sulle religioni e ideologie, ma
che luomo non abbia valore e dignità
alcuna e sia un
animale un po più evoluto e basta, a me
pare una concezione per soli ottusi di mente. E
se la scienza, insistendo solo su ciò che è
sperimentale, non vuol dare alcun senso alla
storia e alla vita personale di ogni uomo, mi
sembra che travalichi il suo compito di ricerca
fisica e materiale, e si arroghi il diritto di
porsi anchessa come una forma di
«religione».
E Dio? Di fronte allo smacco e al fallimento
verso i quali la morte getta ogni vita umana in
qualsiasi modo una persona abbia vissuto, direbbe
Heidegger «Solo un Dio ci può salvare». Dio
emerge contro il naufragio al quale sarebbe
votato limpegno e lessere della
persona umana. Ma Dio non è solo il salvagente:
Gesù Cristo cinsegna un Padre che,
impegnato direttamente nella storia umana, cerca
di bonificare, di valorizzare e elevare
luomo dallo stato di abbrutimento, nel
quale si
dibatte, affinché riacquisti la sua dignità di
soggetto, di essere umano spirituale, addirittura
di «figlio» di Dio a sua immagine e somiglianza,
e viva di conseguenza
unesistenza piena, sensata, benefica, degna.
Questo è il grande valore dellessere umano
verso il quale Dio e noi dobbiamo essere
sensibili, valore e dignità che gli
strumenti della scienza non vedono, ma che ogni
persona di buon senso capisce proprio
allinterno dei marosi della vita. Dio è
colui che è a salvaguardia della dignità di
ogni uomo: si potrà non vedere questa
fondamentale relazione, ma il contrario fa
delluomo un bruto non senso, e anche questa
in fin dei conti è una «fede», anche se di
solo non senso.
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