Perché si usa
lincenso durante la liturgia?
Leggo
che nellantico testamento la purificazione
dellaltare avveniva con il sangue degli
animali. Oggi vedo il sacerdote passare con
lincenso intorno allaltare ed a volte
anche essere lui incensato ed incensare
lassemblea. Il significato è lo stesso ?
In generale qual è il significato delluso
dellincenso nella liturgia?
Massimo Volpe
Risponde padre Giovanni Roncari, docente di
storia della Chiesa
L'incenso
è uno dei tanti segni che la liturgia usa per
esprimere dei messaggi, dei sentimenti,
atteggiamenti spirituali. Questi segni sono tanti:
immagini sacre, paramenti con i loro colori,
atteggiamenti del corpo (in piedi, in ginocchio,
prostrazioni..) luce (candele, cero pasquale..)
olio per le unzioni (crisma, olio degli infermi,
catecumeni) lacqua, la cenere, il bacio, il
segno della croce e della pace ecc..
lelenco è lungo, ma molto interessante per
penetrare il senso profondo della liturgia, che
parla attraverso gesti-segni-simboli. Del resto
anche nella vita ordinaria, luomo si
esprime attraverso simboli e segniper poter
comunicare sia con gli altri e sia anche con se
stesso. Basti pensare ai simboli della vita
quotidiana, ai riti collettivi e individuali che
caratterizzano la nostra società.
Lincenso non è sicuramente uno dei segni
più importanti della liturgia, tuttavia ha una
sua storia e un suo significato. Simboleggia la
preghiera e la venerazione verso Dio e anche
lonore reso alla persona ritenuta
importante, in un atmosfera resa piacevole dal
suo profumo.
Nel tempio di Gerusalemme vi era laltare
dellincenso o dei profumi, simbolo della
preghiera che sale a Dio (Esodo 30). Zaccaria, il
padre di Giovanni Battista «officiava davanti al
Signore... gli toccò in sorte di entrare nel
tempio per fare lofferta
dellincenso» (luca 1,8).
Il profeta Isaia (60,6) annuncia che «tutti
verranno da Saba, portando oro e incenso»,
parole che Matteo (2,11) vede compiersi nei doni
offerti a Gesù bambino dai Magi. Nei salmi
spesso la preghiera e la lode al Signore vengono
paragonati al profumo dincenso che sale
verso lalto: «come incenso salga a te la
mia preghiera» (salmo 140)
Nonostante questi significativi precedenti
biblici, i primi cristiani guardarono lincenso
con un certo sospetto, perchè molto legato con
il culto pagano agli dei e allimperatore.
Anzi lofferta dellincenso
allimperatore o ad un idolo pagano divenne
il simbolo stesso dellapostasia dalla fede
cristiana. È interessante leggere, a questo
proposito, la lettera di Plinio il Giovane
allimperatore Traiano, intorno al 110 d.C.,
il primo documento non cristiano che parla dei
cristiani. Al termine delle persecuzioni,
lincenso, un po in punta di piedi,
entra nel culto cristiano mantenendo
sostanzialmente i due significati presenti sia
nellAntico Testamento, sia nel mondo pagano.
Un modesto esempio, ma non insignificante, di
inculturazione, cioè di rilettura cristiana di
un linguaggio simbolico proveniente da un mondo
non cristiano.
Anche oggi lincenso mantiene nella liturgia
gli stessi significati: segno di venerazione e di
preghiera e onore alle persone e alle cose nel
momento della celebrazione. Nella santa Messa si
usa durante la prosessione dingresso, per
incensare laltare allinizio e
alloffertorio, alla proclamazione del
Vangelo, (venerazione verso il Maestro) alla
elevazione delle Specie Consacrate (adorazione al
Signore presente) ed esprimono la venerazione e
la preghiera. Si incensa il celebrante come
rappresentante di Cristo e tutta lassemblea
come partecipante al sacerdozio regale e
profetico di Cristo. Nella consacrazione
dellaltare lincenso viene bruciato
sullaltare stesso, evidente richiamo
allAntico Testamento e che vuole unire in
una unica realtà laltare e la mensa.
Aggiungiamo ancora un particolare: al termine
della Messa esequiale viene incensato il corpo
del defunto per onorarlo come consacrato dal
battesimo e «dalla unzione regale del crisma» (prefazio
della Messa della Cresima)
Infine lincenso richiama
latteggiamento di offerta e di sacrificio
del credente verso Dio. Questo atto simbolico per
essere vero e non una vuota cerimonia come spesso
lamentano i profeti nellAntico Testamento,
deve essere segno di un vero spirito interiore
che offre se stesso come «profumo di soave odore,
un sacrificio accetto e gradito a Dio» (Fil.4,18)
per poter camminare «nella carità, nel modo che
anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per
noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave
odore» (Ef.5,2).
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