Il Sabato Santo,
giorno di digiuno o di festa?
Il
sabato santo, giorno che precede la Pasqua, è
come il venerdì giorno di astinenza? O la cena
del sabato (che precede la veglia pasquale) è
già da considerarsi di festa?
Lettera firmata
Risponde don Roberto Gulino, docente di liturgia
Il
digiuno e lastinenza, insieme alla
preghiera, allelemosina e alle altre opere
di carità, appartengono da sempre alla
dimensione penitenziale della Chiesa come
modalità concreta e pratica per tornare a Dio
con tutto il cuore, motivo per cui viene
richiesto un autentico atteggiamento interiore di
conversione, di fede e di amore per non fermarsi
ad una pratica solo esteriore (cfr Mt 6, 1-18).
Già dal II secolo abbiamo testimonianze di un
digiuno che precedeva il giorno cui si celebrava
la festa annuale di Pasqua per prepararsi
interiormente alla grande solennità della
Risurrezione. Si tratta quindi di una
mortificazione o di unastensione mai fine a
se stessa, ma per partecipare fisicamente alla
morte gloriosa di Cristo ribadendo la sua
priorità su tutte le altre realtà della nostra
vita, anche le più essenziali: sempre infatti il
digiuno è unito ad un maggior ascolto della
Parola di Dio, alla preghiera, allamore
generoso verso i bisognosi («Queste tre cose,
preghiera, digiuno, misericordia, sono una cosa
sola, e ricevono vita luna dallaltra.
Il digiuno è lanima della preghiera e la
misericordia la vita del digiuno. Nessuno le
divida, perché non riescono a stare separate.
Colui che ne ha solamente una o non le ha tutte e
tre insieme, non ha niente. Perciò chi prega,
digiuni. Chi digiuna abbia misericordia» San
Pietro Crisologo, Discorso 43).
Gradualmente il digiuno dei due giorni che
precedevano la Pasqua fu esteso ed ampliato fino
a costituire, nel IV secolo, i quaranta giorni
del tempo della Quaresima (dal Mercoledì delle
Ceneri fino al Sabato Santo, escludendo le
domeniche che non sono mai state considerate
giorno penitenziale, sono esattamente quaranta
giorni di impegno concreto per la conversione).
Oggi, il digiuno - inteso come unico pasto
durante la giornata, oppure come limitazione
nella quantità e nella qualità nei due pasti
quotidiani - viene richiesto dalla Chiesa il
Mercoledì delle Ceneri ed il Venerdì Santo,
anche se viene consigliato di prolungarlo,
secondo lopportunità, fino alla
celebrazione della Veglia Pasquale (cfr Norme
generali per lordinamento dellanno
liturgico e del calendario, 20). A tale digiuno
sono tenuti i maggiorenni fino al compimento del
sessantesimo anno di età, salvo necessità
dovute alla propria salute.
Lastinenza invece, ossia il privarsi della
carne come pure dei cibi particolarmente
ricercati e costosi, viene richiesta nei venerdì
di Quaresima e in tutti gli altri venerdì
dellanno, a meno che non coincidano con una
solennità (come è successo questanno, il
19 marzo per san Giuseppe, quando pur essendo
venerdì di Quaresima non eravamo tenuti
allastinenza). A questa privazione sono
tenuti tutti coloro che hanno compiuto i
quattordici anni di età - per maggiori
informazioni si può consultare la nota pastorale
della CEI "Il senso cristiano del digiuno e
dellastinenza" del 4 ottobre 1994.
Per rispondere alla domanda del nostro amico
lettore possiamo concludere che il Sabato Santo
non cè astinenza anche se siamo invitati,
secondo le proprie possibilità, a prolungare il
digiuno del Venerdì Santo fino alla Veglia
Pasquale (la cena del sabato quindi non può
essere considerata ancora "di festa").
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