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In Dialogo il Teologo Risponde
a cura della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale


La Libreria Edizioni Paoline di Pisa propone numero due quadretti in Argento adatti per ogni occasione e ricorrenza: Nascite, Battesimi, Comunioni, Cresime, Matrimoni ecc. ecc



È ragionevole dire che la Sindone abbia avvolto il corpo di Gesù?

Si parla molto della prossima ostensione della Sindone, che sarà in primavera. Mi piacerebbe andarci, per vedere questa immagine che evoca in maniera così potente le sofferenze di Gesù e la sua resurrezione. Se non ricordo male, però, gli scienziati avrebbero dimostrato che sarebbe un’immagine realizzata nel medioevo. È davvero così? O è lecito pensare che possa davvero trattarsi del telo di lino che ha avvolto Cristo dopo la morte?


Silvia Righi

Risponde padre Giovanni Roncari, docente di storia della Chiesa

Non mi sembra possibile rispondere con un secco «si», «no» alle domande della gentile lettrice. Il problema è molto più complesso e una tale risposta non renderebbe ragione di questa controversa e affascinante storia.

La bibliografia sulla sindone è davvero lunghissima: Basta cliccare su internet il termine sindone, per trovare di tutto un pò: da chi la considera la prova «scientifica» della risurrezione del Signore, a chi, senza appello la considera un falso medievale e facile anche da riprodurre (anche se non mi sembra che alcuno lo abbia fatto), a chi addirittura, con tutta serietà, la presenta come un autoritratto di Leonardo da Vinci!!

L’ultimo libro, in ordine di tempo (almeno a me risulta) è un robusto volume di quasi quattrocento pagine, di una nota studiosa, Barbara Frale, intitolato La Sindone di Gesù Nazareno (ed: Il Mulino, Bologna 2009). Questo titolo è emblematico, come nota l’Autrice (pag. 8) e pone bene in luce il «caso sindone»: la sindone di Gesù nazareno, non la sindone di Gesù Cristo. la distinzione non è da poco e aiuta a mantenere distinti gli ambiti di lettura di questo celeberrimo lenzuolo funerario.Ambiti di lettura che sono almeno tre.

Che cosa è la sindone? A questa domanda rispondono gli scienziati: Qui non possiamo nemmeno accennare alla enorme quantità di studi prodotti da questa domanda divenuta ricerca tutt’altro che terminata. Possiamo solo dire che il famoso esame, quello del carbonio 14, eseguito nel 1988, secondo il quale la data di origine della sindone andrebbe collocata tra il 1260 e il 1390 (quindi un falso medievale) non ha convinto più di tanto. Perciò le ricerche continuano. Ad esempio nel libro Sindone o no (Torino 1990) Pierluigi Baima Bollone, celebre studioso e docente di medicina legale all’università di Torino, esprime i suoi ragionati dubbi sulla validità di quell’esame. I dubbi rimangono tutti e la tradizione che vi vede un lenzuolo in cui è stato rinvolto un cadavere, che ha lasciato evidenti tracce ematiche e impronte di vario genere e che risale ai primi decenni del primo secolo dell’era volgare non è stata smentita.

Da dove viene la sindone? Come è arrivata a Torino? A queste domande rispondono gli storici che attraverso tutta una serie di indizi e documenti ricostruiscono il suo accidentato percorso fino ai nostri giorni. Non tutto è certo, non tutto è sicuro, tuttavia la sindone non compare all’improvviso sulla scena senza avere una storia precedente: anche qui dobbiamo rimandare a studi storici specifici che non mancano.

Queste due domande e successive piste di ricerca, ci portano all’interrogativo centrale: «chi è l’uomo della sindone?» Una ininterrotta tradizione storico-religiosa dice che sia il lenzuolo funebre che avvolse il corpo di Gesù di Nazareth dopo la sua morte in croce, che fu sepolto con lui, (Giov.19,40) che fu ritrovato dai discepoli la mattina della prima pasqua nel sepolcro vuoto (Giov.20,5-7). È storicamente sostenibile tutto questo? È ragionevole questa ipotesi? Nonostante tutte le critiche e obbiezioni, peraltro molto utili per il progresso degli studi sindonici, si può rispondere affermativamente: è ragionevole sostenere quello che la tradizione storico-religiosa dice sulla sindone: l’uomo della sindone è con ogni probabiltà storica-scientifica Gesù di Nazareth.

Con due precisazioni importanti. È molto utile mettere da parte posizioni preconcette da entrambi le parti: da una posizione fideista che nella sindone «vuol» vedere ciò che vuol vedere respingendo a priori qualsiasi obiezione, e l’altra, non meno preconcetta, anzi forse di più, che respinge come assolutamente impossibile l’ipotesi che possa trattarsi del lenzuolo funebre di Gesù. Già un accademico di Francia, che di definiva agnostico, Yves Delage, scriveva: «Se si trattasse di Sargon, di Achille, o di uno dei faraoni, nessuno troverebbe nulla da eccepire...io considero Gesù Cristo come un personaggio storico e non vedo cosa ci sia da spaventarsi cimentandosi con una prova tangibile della sua esistenza..»

La seconda precisazione riprende la distinzione della dott. Frale sopra ricordata. La sindone non è un dogma di fede, ma un documento storico della crocifissione di un uomo che tutto lascia intendere che sia Gesù nazareno, ma non possiamo chiedere alla sindone di dirci che è il Figlio di Dio. Per i cristiani, però, Gesù di Nazareth e il Cristo di Dio sono la stessa persona, possiamo allora «venerare» la sindone come «reliquia» di quella passione che la fede ci insegna essere la fonte della nostra redenzione.




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