Fare posto alla
preghiera nella vita quotidiana
Spesso
mi rendo conto di non essere molto bravo nella
preghiera. La Chiesa ci propone tanti modi di
pregare, dalla liturgia delle ore al rosario,
dalladorazione eucaristica alla lectio
divina... Io però non ho ancora trovato il mio.
Forse anche perché sono tutte forme di preghiera
pensate per i
preti e i religiosi, che possono mettere la
preghiera al centro della loro giornata. Mi
chiedo se cè un modo di pregare che possa
adattarsi alla vita dei
laici, presi tra i mille impegni quotidiani (il
lavoro, la famiglia, i servizi in parrocchia, il
bisogno di svago e di riposo...)
Roberto Vitale
Risponde don Stefano Tarocchi, docente di Sacra
Scrittura
La
preghiera di ogni cristiano ha il suo fondamento
nella preghiera di Gesù e nellinsegnamento
sulla preghiera che Gesù ha lasciato, a
cominciare dal
Padre Nostro. Per questo ogni preghiera cristiana
e ogni cristiano che prega deve riferirsi al
Padre Nostro, che è la somma espressione e il
modello
principale di ogni preghiera. I tempi della
missione di Gesù sono scanditi dalla preghiera e
la sua parola ne illustra lefficacia nel
rapporto unico che si
crea fra il credente e il Padre, che ascolterà
chi si rivolge a lui nel nome del Figlio. Ma per
quanto sia magnifico questo progetto e
straordinaria la
prospettiva, nei fatti come chiede il lettore,
gli impegni innumerevoli (eccessivi e non
necessari?) del vivere di oggi, per tutti quanti
senza eccezione,
confinano spesso la preghiera nel campo dei buoni
propositi, se non cè il modo di imporre
ritmi e orari ben precisi.
Lo si è ben capito nella struttura della
Liturgia delle Ore, che nella revisione operata
dal Concilio Vaticano II ha riaffermato il legame
tra lo scorrere
della giornata e il ritmo della preghiera,
evitando il pericolo di ridurre questultima
soltanto ad un compito da svolgere. E soprattutto
nutrendo il
credente del pane della parola di Dio, e in
particolare del libro dei Salmi, dove restituiamo
a Dio come preghiera quello che lui ci dona come
Parola.
Ma se anche la liturgia (in tutto o in parte, per
non parlare della Liturgia Eucaristica) sfugge
dalle possibilità del lettore, come fare perché
la vita di
ogni cristiano sia nutrita dalla preghiera, e
tutta lattività che facciamo non prenda in
nessun modo il suo posto?
Forse può aiutarci la prospettiva orientale, che
spezza la preghiera in brevi e continue
invocazioni, per riempire tutta la giornata e
permetterci di
pregare anche se siamo impegnati con altri, senza
inutili ostentazioni, come del resto già metteva
in guardia lo stesso Gesù nel discorso della
montagna. Qui è utile in particolare fare
accenno alla «preghiera del cuore», quale
quella tramandataci nel Racconto del pellegrino
russo, e a tutta la
grande tradizione dell«esicasmo», che
consiste ripetere costantemente, al ritmo del
respiro, linvocazione evangelica «Signore
Gesù Cristo, Figlio di
Dio, abbi pietà di me, peccatore».
Si può dire che si tratta di un significativo
riscontro alla parabola della vedova e del
giudice disonesto (cfr. Luca 18), che richiede al
credente una
preghiera instancabile di fronte al mistero di
Dio. Ma anche di un affidarci alla sua
Provvidenza che si prende cura di ciascuna e di
tutte le sue
creature. E questo finisce anche per pacificare
il nostro spirito sempre inquieto.
Un altro metodo, sempre profondamente imbevuto
dellamore della parola, può essere labitudine
di aprire o concludere ogni giornata con un brano
delle Scritture, sempre in maniera da
privilegiare una lettura sapienziale, capace di
risuonare nel ritmo delle attività di ogni
giorno e di dare sempre il
senso a ciascuna delle nostre azioni. Capace
inoltre di farci leggere la nostra vita, con le
sue pause e le sue stanchezze, nel cammino verso
il regno di
Dio.
Ciascuno dovrà comunque cercare il proprio
metodo, lasciandosi guidare dallo Spirito, la
fonte preziosa della nostra preghiera, e non
preoccuparsi
perché tutto sia perfetto fin dallinizio.
Anche la preghiera, come molte nostre attività,
ha bisogno di un allenamento.
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