02/12/2009 -
Come si può spiegare ai bambini chi è Satana e
perché odia Dio?
Sono
una mamma che, prima del quarto figlio, aveva
anche il tempo di fare la catechista. Mi sono
sempre state poste delle domande che mi hanno
messo in serio imbarazzo; ve ne sottopongo una,
che mi è stata rivolta sia dai ragazzi del
catechismo che dalle mie figlie: chi è satana?
perché Dio permette che esista? perchè odia
così tanto gli uomini e Dio? ma esiste davvero
oppure è luomo che può scegliere tra
essere cattivo o buono? Io per fede so le
risposte ma come posso rispondere senza nè
mentire nè scadere nel sensazionalismo?
Elena Giuffrida
Risponde padre Valerio Mauro, docente di
pastorale sacramentaria
La lettrice
si domanda chi sia colui che la Scrittura chiama
«diavolo» e in che modo possa influire nelle
vicende umane. Per rispondere in modo adeguato
non possiamo che interrogare la Scrittura stessa,
leggendola secondo la corretta interpretazione
della Chiesa. Ricordiamo, prima di tutto, che Dio
ha predisposto un disegno di vita piena per
lumanità intera, manifestandolo e
portandolo a compimento in una storia di salvezza.
Il dono supremo della libertà concessa
alluomo permette che avvenga questo scambio
damore fra Dio e lumanità. Possiamo
dire che Dio «ha corso il rischio» di concedere
alluomo la possibilità del rifiuto, pur di
crearlo libero di ricambiare il suo amore.
Leggendo con attenzione la Scrittura, ci appare
proprio questa realtà drammatica, la
possibilità da parte della libertà umana di
accogliere o rifiutare Dio. Inoltre, luomo
non si trova solo in questa responsabilità:
accanto a lui esistono creature che lo aiutano o
ne ostacolano il cammino. In particolare,
troviamo descritti fin dagli inizi esseri che
mettono alla prova luomo oppure cercano di
indurlo al rifiuto di Dio.
Nel progredire della storia della salvezza la
situazione si chiarisce sempre di più fino alla
venuta del Figlio di Dio. Nellannuncio del
Regno Gesù si scontra con potenze misteriose,
dalle quali libera gli uomini: «Se invece io
scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è
giunto a voi il regno di Dio» (Lc 11,20). La
tradizione apostolica seguente, dalle lettere di
Paolo allApocalisse di Giovanni rileggono
la tensione di realizzare il regno di Dio come
una lotta contro questa potenza malefica. I nomi
con cui la Scrittura indica questa realtà ci
aiutano a comprendere la sua azione in
opposizione al disegno divino. Si tratta di
«satana», cioè colui che si mette in mezzo per
fare inciampare; del «diavolo», cioè di colui
che divide; è detto poi «omicida fin da
principio» e «padre della menzogna» (Gv 8,44).
Questi appellativi mostrano il suo tentativo di
negare i grandi doni di Dio: la Legge come via
per la felicità piena; lo Spirito di fratellanza
e comunione; il dono di una vita in abbondanza
nella luce splendente della verità.
Lo sguardo sintetico alla Parola di Dio ci
permette di tirare alcune conclusioni. Non siamo
di fronte a due princìpi uguali, come se il Bene
e il Male stessero lottando per la vittoria
finale. Solo Dio è Dio, egli è lUnico e
nulla gli può essere paragonato. Con il termine
«creazione» la fede cristiana afferma in Dio il
fondamento originario di ogni realtà che esiste.
Tutto ciò che esiste è stato progettato da Dio
come buono (Gn 1,31), solo un rifiuto consapevole
della bontà che viene da Dio colora di
malvagità una sua creatura. Se per luomo,
durante la sua vita terrena, si apre sempre uno
spazio per la conversione e il ritorno a Dio, il
Vangelo, descrivendo la lotta di Gesù contro
questa potenza, ci attesta che in questa stessa
potenza il rifiuto di Dio ha assunto una
dimensione definitiva, non solo per se stessa, ma
a tal punto da volervi coinvolgere
lumanità. La lettera di Giuda accenna a un
misterioso peccato degli angeli (Giuda 6),
raccogliendo una tradizione giudaica che troviamo
nel libro di Enoc, al di fuori delle Scritture
ispirate. Ma anche in questo brano
linteresse dellautore della lettera
di Giuda è per luomo. Prendendo come
esempio la vicenda degli angeli ribelli, che si
sono allontanati per sempre dalla comunione con
Dio secondo questa interpretazione tardo-giudaica,
rivolge ai lettori un monito severo perché non
si lascino trascinare in comportamenti immorali
che li escludano dalla salvezza.
Nel corso della storia sono state ideate immagini
stereotipate di questa potenza diabolica. Dalle
raffigurazioni pittoriche fino alle descrizioni
dantesche o alle varie visioni mistiche, più o
meno autenticate dalla Chiesa, si tratta di
espressioni umane che cercano di dire in un
linguaggio figurato immaginario ma efficace la
potenza di male che è allopera. Tanto
immaginarie e fasulle sono queste
rappresentazioni tanto reale è la sua azione,
che si rivolge contro la pienezza di vita
delluomo. Satana, o il diavolo, è quella
realtà personale che vuole ostacolare il disegno
di Dio e la sua opera di salvezza compiuta in
Cristo (Catechismo della Chiesa Cattolica, n°
2851). Ma Dio non ha abbandonato gli uomini a se
stessi. Inviato nel mondo, Gesù, il Figlio fatto
uomo, attraverso la sua vita di obbedienza
amorosa al Padre fino al dono totale della vita,
ci ha liberati dalla schiavitù del peccato e
della morte, aprendoci la via della vita eterna
con la sua risurrezione. Lesistenza e
lopera di satana sono relative al mistero
del progetto di Dio, dove il dono supremo della
libertà richiede il rischio di un rifiuto nei
confronti dellamore stesso. Questo amore
divino raggiunge, però, una profondità tale da
far nascere nel cuore della Chiesa che prega una
speranza dalle dimensioni universali: «né morte
né vita, né angeli né principati, né presente
né avvenire, né potenze, né altezza né
profondità, né alcun altra creatura potrà mai
separarci dallamore di Dio, che è in
Cristo Gesù, nostro Signore» (Rom 8,38).
Dobbiamo solo dire un sì al suo amore
misericordioso. Questo «amen» è il nostro
compito e nessun altro potrà mai pronunciarlo al
posto nostro. Sta qui grandezza delluomo
chiamato ad essere davanti a Dio «respons-abile»,
capace di una risposta libera al suo amore.
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