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In Dialogo il Teologo Risponde
a cura della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale


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Cos'è la Provvidenza e come si concilia con il libero arbitrio?



Vi ringrazio per la vostra rubrica, che ogni settimana ci arricchisce di nuove conoscenze sui temi della fede. Approfitto anch’io per chiedere una cosa: cos’è la Divina Provvidenza, e come agisce nella vita delle singole persone? Come si concilia con il libero arbitrio?


Maria Elisa Lucchesi

Risponde padre Athos Turchi, docente di filosofia





Dio una volta creato il mondo non lo abbandona a se stesso, ma se ne prende cura, soprattutto perché dentro di esso vi abita l’uomo, verso il quale si sente come un genitore. Questo «prendersi cura» si chiama Provvidenza. Cosa vuol dire? Gesù lo spiega con degli esempi che riportiamo: «Guardate gli uccelli del cielo non seminano e non mietono..., Guardate i fiori del campo non tessono, non filano... eppure neanche Salomone vestiva così» (Cf. Mt 6, 25-34). Il Padre: «Fa sorgere il "suo" sole… e fa piovere sopra i buoni e i cattivi, sopra i giusti e gl’ingiusti» (cf. Mt 5,45).

Come una madre segue il figlio e lo provvede di tutto quanto è necessario perché possa crescere sano, educato, sapiente, buono, e quant’altro, così Dio. Addirittura Gesù sottolinea che il Padre fa questo non solo per coloro che lo amano, ma anche per quelli che lo odiano, perché tutti sente come suoi figli. Questa cura, attenzione, premura, dedizione che Dio ha per gli uomini è la Provvidenza divina.

Come si concilia con il libero arbitrio? Benissimo. Infatti una madre quando si prende cura del figlio non lo obbliga a diventare avvocato o musicista, non lo obbliga a sapere tutto lo scibile umano, non lo obbliga a diventare alto due metri… ma semplicemente crea intorno al figlio tutte quelle condizioni e gli offre quelle qualità che poi metteranno il figlio in condizione di scegliere il meglio per se stesso, e il senso che, da se stesso, vorrà dare alla vita.

Il libero arbitrio è la capacità che l’uomo ha di determinare ciò che vuol fare, e scegliere il modo migliore per poterlo ottenere. E questa qualità dell’essere umano, cioè la libertà, non viene assolutamente toccata da Dio, anzi ne è così garante che, come dice Gesù, un uomo può anche scegliere di bestemmiare, odiare, insultare Dio, ma il Padre fa sorgere anche su di lui il «suo» sole. Il libero arbitrio, cioè la possibilità di scegliere il senso della propria vita, viene limitato più dalle circostanze storiche e umane che da Dio, che al contrario fa di tutto affinché l’uomo non cada nelle reti ferree del peccato e negli abbrutimenti del male, che sono le vere restrizioni al libero arbitrio. E Dio (si legga anche Genesi 3,8-10, dove Jawè arriva dopo il peccato, e non prima) ha sempre e rigorosamente applicato questo suo non interventismo nelle scelte umane.

La lettrice probabilmente pensava al conflitto che può esserci tra libero arbitrio e predestinazione o prescienza che Dio ha rispetto alle cose create e in particolare verso l’essere umano. Il discorso in effetti è diverso. Ovviamente dobbiamo supporre che Dio sa tutto ed ha presente tutte le vite umane in tutto quello che hanno fatto, fanno e faranno. Non entro in questo problema, ma rispondo ancora alla domanda: come agisce Dio nella vita degli uomini? Detto che ciascuno è libero di scegliere come crede il senso da dare alla sua vita, e detto che Dio sa anche di questo, in generale si può rispondere che Dio non interviene su questo "diritto assoluto" della persona di fare quello che vuole: l’autodeterminazione è nell’uomo la dote o la proprietà per eccellenza della sua natura, eliminata questa è annientata la persona stessa.

Tuttavia Dio qualche volta interviene, quando sceglie una tal persona per un compito particolare o speciale, come nel caso di S.Paolo, che sarebbe stato un ottimo aguzzino e persecutore dei cristiani, e tale voleva essere. Dio però lo chiama a sé per farlo un suo apostolo, modificando di fatto i propositi di Paolo. Così in altre occasioni, come nelle conversioni di tante persone, vi dobbiamo vedere non vere e proprie forzature esistenziali, ma considerarle sempre nell’ambito della provvidenza verso gli uomini stessi, perché possano trarre beneficio dai propri simili. Insomma a volte, è vero, Dio si serve di uomini per fare del bene agli uomini, e in questo caso può intervenire nelle scelte personali. Si può dire che Dio dall’eternità aveva scelto Paolo per farlo suo apostolo, ed è andato contro le intenzioni di Paolo che per servire lo stesso Dio, pensava bene di distruggere i cristiani.

Uno scontro tra due volontà, ma quando Paolo ha capito che colui che lo obbligava ad altro era quel Dio che voleva servire, disse «in me la grazia non è stata vana» (1 Cor 15,10). Spesse volte negli uomini si fa presente quello che Dio vuole da essi, e spesso è proprio quello che gli uomini gli chiedono, ma lo fa in modi e in forme più discrete, e per questo gli uomini non ci fanno attenzione e proseguono imperterriti nei loro indirizzi, non sempre ottimali. Che Dio dunque sappia perfettamente come le cose andranno, non intacca le libere scelte umane, e ciò è visibile per contrario, ossia quando un uomo decide di andare contro Dio stesso, e Dio non lo ostacola, come una madre nulla può fare pur essendole chiaro dove condurrà il cattivo agire del figlio.






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